Dal Saoลกyant gnostico-iranico al culto del Buddha Amitฤbha e dei Bodhisattva

Abraxas, o sulla fuga dalla prigione cosmica

Nel loro nuovo libro, “Abraxas: la magia del tamburo. Il culto dimenticato del dio cosmico dallo sciamanesimo alla gnosi“, uscito a marzo per Mimesis, Paolo Riberi e Igor Caputo indagano la figura del dio/demone Abraxas, a metร  strada tra quella del Demiurgo della cosmogonia gnostica e platonica e quella del dio eonico che connette i vari livelli della manifestazione cosmica.

La sofferenza della terra: la sovrappopolazione e i miti di spopolamento in India, Iran e Grecia

Il mitologema della ยซstanchezza cosmicaยป e della ยซsofferenza della terraยป, a cui segue immancabilmente un’azione divina volta allo spopolamento del pianeta — che sia una guerra tra dรจi o un diluvio inviato dal cielo — per bilanciarne gli equilibri irrimediabilmente compromessi, si ritrova con notevoli corrispondenze in diverse tradizioni indoeuropee, o piuttosto indomediterranee: in India e Iran cosรฌ come nell’antica Grecia, e in parte anche nella tradizione veterotestamentaria.

Le Amazzoni e le Origini: sulla teoria del “matriarcato primordiale”

Al di lร  dei pregiudizi e dei vincoli ideologici che nel corso dei secoli hanno compromesso la veridicitร  della ricerca storica, si rende necessario ricostruire una teoria del “matriarcato primordiale” che proceda attraverso la comparazione di studi differenti e non escluda a priori l’ermeneutica del mito: in questa sede proviamo ad analizzare in modo comparativo le ipotesi di lavoro di J.J. Bachofen, Marija Gimbutas ed Herman Wirth


Aspetti shamanici nel culto di Ganesha, il nume dalla testa elefantina

Partendo da Airฤvata e dal mitologhema del “frullamento dell’Oceano di Latte” per poi giungere fino a Ganesha, Giuseppe Acerbi si propone di individuare alcune corrispondenze esoteriche fra le divinitร  dalla testa di elefante dell’antica India, Iran, Giappone e Americhe.

Una scienza a brandelli: sopravvivenze delle dottrine del tempo ciclico dal Timeo all’Apocalisse

di Andrea Casella
copertina: William Blake, illustrazione per la Divina Commedia di Dante Alighieri

Nel primo articolo di questo ciclo [cfr. Il tempo ciclico e il suo significato mitologico: la precessione degli equinozi e il tetramorfo], abbiamo detto che, a intervalli regolari, a causa della precessione, si verificano, nei quattro punti cardinali dell’anno, alcuni avvicendamenti di costellazioni. Questo รจ il motivo per cui i testi sacri parlano di certe โ€œcatastrofiโ€ che determinano una qualche โ€œsommersioneโ€ di una vecchia โ€œterraโ€ e il sorgere di una nuova (ciรฒ almeno fino a un certo tempo della storia). Ogni etร  del mondo ha la sua โ€œterraโ€, ossia il suo piano dell’eclittica, delimitato dagli equinozi e dai solstizi, che emerge dal โ€œmareโ€, ossia dal piano di demarcazione dell’equatore celeste. Quando i punti dell’anno vengono determinati da altre costellazioni sorge sull’orizzonte una โ€œterraโ€ nuova, mentre quella vecchia sprofonda sotto il livello del mare.