I Sognatori del “Dreamtime”: il Mito, il Sogno, il Centro nella tradizione australiana e nativa americana

Il mito Γ¨ il sogno collettivo di un popolo: Il Sogno come via per ritornare al Centro. Elucubrazioni sul “Tempo del Sogno” (Dreamtime) della tradizione sacrale degli aborigeni australiani e dei nativi americani, iniziando il discorso dal film L’ultima onda di Peter Weir.

β€œOltre il Reale”, o della dignitΓ  letteraria del Fantastico

La letteratura fantastica viene ancora considerata da troppi a malapena paraletteratura; “Oltre il Reale”, il nuovo volume edito da GOG edizioni ci aiuta ad affermare il contrario, analizzando l’opera di cinque tra gli autori piΓΉ importanti del genere dalla fine del XIX secolo ad oggi: Lovecraft, Machen, Meyrink, Tolkien e Ashton Smith.Β 

La sofferenza della terra: la sovrappopolazione e i miti di spopolamento in India, Iran e Grecia

Il mitologema della Β«stanchezza cosmicaΒ» e della Β«sofferenza della terraΒ», a cui segue immancabilmente un’azione divina volta allo spopolamento del pianeta — che sia una guerra tra dΓ¨i o un diluvio inviato dal cielo — per bilanciarne gli equilibri irrimediabilmente compromessi, si ritrova con notevoli corrispondenze in diverse tradizioni indoeuropee, o piuttosto indomediterranee: in India e Iran cosΓ¬ come nell’antica Grecia, e in parte anche nella tradizione veterotestamentaria.

“Al muro del tempo”: la questione della Storia e la crisi del mondo moderno

L’opera di Ernst JΓΌnger sul tempo ciclico, pubblicata ormai 60 anni fa, segna l’apice di quella che fu denominata Β«cultura della crisiΒ», corrente di pensiero incentrata sulla presa di coscienza del dramma della Storia e dello Storicismo e sull’immagine del tempo come un flusso impetuoso che tutto travolge: intuizioni che, prima di JΓΌnger, vennero portate a galla da Oswald Spengler, RenΓ© GuΓ©non, Julius Evola e Mircea Eliade.

L’AkΔ«tu, il Capodanno babilonese, e la riattualizzazione del Sacro

Attraverso la riattualizzazione mitica dello scontro tra il dio Marduk e il “mostro marino” Tiamat, l’AkΔ«tu si configurava, in ultima analisi, seguendo gli studi di Mircea Eliade, come un rito di passaggio collettivo: al principio del nuovo anno, mediante il rituale e la recitazione dell’antico poema cosmogonico EnΓ»ma EliΕ‘, veniva “rifondato” il tempo e lo spazio.

Il “tapas”, la libido e la vittoria sulla necessitΓ 

Le tappe dello sviluppo della coscienza sono racchiuse nel mito, il quale conduce alla realizzazione consapevole del destino individuale, la cura come riattualizzazione del mito diventa mitobiografia in un percorso che da Jung, attraverso Neumann e Bernhard arriva fino a Romano MΓ dera.

Marius Schneider: β€œGli dΓ¨i sono canti”

La peculiare visione archetipico-simbolica del filologo e musicologo tedesco Marius Schneider Γ¨ racchiusa splendidamente in questo primo capitolo de “La musica primitiva” (1960) in cui le forze divine vengono viste, attraverso la meticolosa analisi dei miti di origine delle piΓΉ svariate tradizioni, innanzitutto come “potenze sonore”.

Mircea Eliade: “I miti del mondo moderno”

Nel primo capitolo del suo studioΒ Miti, sogni e misteri (pubblicato nel 1957), lo storico delle religioni romeno Mircea Eliade tratta la questione della sopravvivenza del Mito, piΓΉ o meno “mascherato”, nel mondo moderno. L’interrogativo da cui parte la sua analisi Γ¨ il seguente: Β«Che cosa sono diventati i miti nelle societΓ  moderne? O meglio: che cosa ha occupato il postoΒ essenziale che il mito aveva nelle societΓ  tradizionali?Β».Β Con queste premesse, Eliade indaga dunque la funzione del pensiero mitico nel Novecento, analizzando in primo luogo i diversi tipi di escatologia sottesa ai miti politici della nostra epoca: il “mito comunista” e quello “nazionalsocialista”.