La tomba dell’Uomo Selvatico

Lungo tutto l’arco alpino sono diffuse leggende e tradizioni popolari sulla figura dell’Uomo Selvatico [che avremo modo di analizzare mercoledรฌ sera insieme a Massimo Centini sul nostro canale YouTube]. Grazie a questo reportage di G.M. Mollar scopriamo che sul fondovalle di Lanzo, in Piemonte, c’รจ addirittura quella che, secondo il folklore locale, sarebbe la sua tomba: andiamo a vedere precisamente cosa racconta la leggenda che si รจ trasmessa fino a noi attraverso i secoli.

I diabolici convegni di Arthur Christopher Benson

Dagon Press ha recentemente pubblicato in italiano — con il titolo “La finestra chiusa” (traduzione a cura di Bernardo Cicchetti) — i racconti sovrannaturali di Arthur Christopher Benson, insieme a Montague Rhodes James uno dei piรน significativi “ghost-writer” inglesi di inizio XX secolo, nonchรฉ paragonabile per suggestioni e tematiche a scrittori a lui grossomodo contemporanei ed egualmente “esoterici” come Arthur Machen, H.P. Lovecraft e Algernon Blackwood.

Kernunnos: o del perenne rinnovarsi del cosmo

Epifania primordiale della divinitร  datrice di vita e di morte, connesso archetipicamente alle forze oscure del mondo naturale, il celtico Cernunno non fu solo dio della caccia e della natura selvaggia, ma un vero e proprio “dio cosmico” governatore del ciclo di morte-e-rinascita, come dimostrano i simboli che l’iconografia tradizionale gli ha attribuito: il palco di corna cervine, il torques e il serpente cornuto.

La magia delle Mainarde: sulle tracce delle Janare e dellโ€™Uomo Cervo

Una visita a Castelnuovo al Volturno, in Molise, ci consente di dare un volto ai personaggi del folklore locale, le Janare e “Gl’Cierv”, e di riprendere alcuni aspetti mitico-tradizionali centrali deiย Culti cosmico-agrari dellโ€™antica Eurasia.

I “Ghost Riders”, la “Chasse-Galerie” e il mito della Caccia Selvaggia

Pare che nelle notti che seguono il solstizio dโ€™inverno del 21 dicembre, la cortina che separa il mondo dei vivi da quello dei morti si faccia piรน impalpabile e che sia cosรฌ possibile imbattersi in unโ€™orda terribile e rumorosa, che attraversa il cielo con grande fragore: in essa ci sono cani latranti, cavalli lanciati al galoppo, cacciatori macilenti dagli occhi spiritati, intenti a inseguire cervi e selvaggina in una fuga eterna e disperata al tempo stesso. Vedere questo terrificante spettacolo รจ presagio di catastrofi e sventure.

(immagine:ย Henri Lievens, “Wild Hunt”)


ยซUn vecchio cowboy uscรฌ a cavallo in una giornata fosca e ventosa/ si riposรฒ su una cresta mentre andava per la sua stradaยป.ย Inizia cosรฌ una delle piรน belle e famose canzoni country di tutti i tempi:ย  (Ghost) Riders in the Sky: A Cowboy Legend.

Da Pan al Diavolo: la ‘demonizzazione’ e la rimozione degli antichi culti europei

di Marco Maculotti
copertina: Arnold Bรถcklin, “Pan, the Syrinx-Blowing”, 1827

Abbiamo giร  avuto precedentemente modo di vedere che, nei primi secoli della nostra รจra e persino durante lโ€™epoca medievale il cd. ยซpaganesimo ruraleยป mantenne inalterata la propria diffusione, soprattutto nelle zone piรน distanti dai grandi centri abitati. San Massimo ebbe modo di notare che โ€œnel IV secolo (โ€ฆ) i primi missionari passavano di cittร  in cittร  e diffondevano rapidamente il Vangelo in unโ€™area molto vasta, ma non sfioravano neppure la campagna circostanteโ€, aggiungendo poi che โ€œperfino nei secoli V e VI, quando la maggior parte di loro era stata convertita da un pezzo, in Gallia e in Spagna la Chiesa, come risulta dai ripetuti Canoni dei Concili del tempo, incontrava grande difficoltร  nel sopprimere gli antichi riti con cui i contadini da tempo immemorabile scongiuravano le pestilenze e incrementavano la fertilitร  delle greggi e dei campiโ€ [A.A. Barb, cit. in Centini, p.101].

Cernunno, Odino, Dioniso e altre divinitร  del ‘Sole invernale’

Sembrerebbe, invero, che tutte queste potenze numinose, oltre che a un certo aspetto ctonio-tellurico e caotico-selvaggio della natura, siano connesse simbolicamente anche al Sole Invernale, o per meglio dire al ยซSole morenteยป nei giorni finali dellโ€™Anno coincidenti con la ยซcrisi solstizialeยป, durante la quale lโ€™astro eliaco raggiunge il suo nadir annuale .

di Marco Maculotti
copertina: Hermann Hendrich, “Wotan”, 1913

[segue da: Cicli cosmici e rigenerazione del tempo: riti di immolazione del โ€˜Re dellโ€™Anno Vecchioโ€™].


Nella pubblicazione precedente abbiamo avuto modo di analizzare il complesso rituale, ravvisabile ovunque presso le antiche popolazioni indoeuropee, incentrato sull’immolazione (reale o simbolica) del ยซRe dell’Anno Vecchioยป (ad es. Saturnali romani), come rappresentazione simbolica dell’ยซAnno Morenteยป che deve essere sacrificato per far sรฌ che il Cosmo (=lโ€™ordine delle cose), rinvigorito da tale azione cerimoniale, conceda la rigenerazione del Tempo e del โ€˜Mondoโ€™ (nellโ€™accezione pitagorica di Kosmos come unitร  interconnessa) nel nuovo anno a venire; anno che, in tal senso, assurge a micro-rappresentazione dell’Eone e, quindi, dell’intera ciclicitร  del Cosmo.ย Procediamo ora all’analisi di alcune divinitร  intimamente collegate con la ยซcrisi solstizialeยป, al punto di assurgere a rappresentanti mitici del ยซSole Invernaleยป e, per esteso, del ยซRe dell’Anno Calanteยป: Cernunno, il ‘dio cornuto’ per antonomasia, per quanto riguarda l’ร mbito celtico; Odino e la ‘caccia selvaggia’ per quello scandinavo e Dioniso per quanto riguarda l’area mediterranea.

I benandanti friulani e gli antichi culti europei della fertilitร 

di Marco Maculotti
copertina: Luis Ricardo Falero, “Witches going to their Sabbath“, 1878).


Carlo Ginzburg (nato 1939), rinomato studioso del folklore religioso e delle credenze popolari medievali, pubblicรฒ nel 1966 come opera prima I Benandanti, una ricerca sulla societร  contadina friulana del Cinquecento. L’autore, grazie ad un notevole lavoro su un cospicuo materiale documentario relativo ai processi dei tribunali dell’Inquisizione, ricostruรฌ il complesso sistema di credenze diffuse fino ad un’epoca relativamente recente nel mondo contadino dell’Italia settentrionale e di altri paesi, di area germanica, dell’Europa centrale.

Secondo Ginzburg, le credenze riguardanti la compagnia dei benandanti e le loro battaglie rituali contro le streghe e gli stregoni nei giovedรฌ notte delle quattro tempora (Samain, Imbolc, Beltaine, Lughnasad), erano da interpretare come un’evoluzione naturale, avvenuta lontano dai centri cittadini e dall’influenza delle varie Chiese cristiane, di un antico culto agrario con caratteristiche sciamaniche, diffuso in tutta Europa fin dall’etร  arcaica, prima della diffusione della religione giudaico-cristiana. Di notevole interesse รจ anche l’analisi di Ginzburg sull’interpretazione proposta ai tempi dagli inquisitori, i quali, sovente spiazzati da quanto sentivano in sede di interrogatorio dagli imputati benandanti, si limitarono per lo piรน ad equiparare la complessa esperienza di questi ultimi alle  nefande pratiche della stregoneria. Anche se con il passare dei secoli i racconti dei benandanti si fecero sempre piรน simili a quelli riguardanti il sabba stregonesco, l’autore notรฒ che questa concordanza non era assoluta:

ยซ Se, infatti, le streghe e gli stregoni che si danno convegno la notte del giovedรฌ per darsi a ยซsaltiยป, ยซspassiยป, ยซnozzeยป e banchetti, evocano immediatamente l’immagine del sabbaโ€”quel sabba che i demonologi avevano minuziosamente descritto e codificato, e gli inquisitori perseguitato almeno dalla metร  del ‘400โ€”nondimeno esistono, tra i raduni descritti dai benandanti e l’immagine tradizionale, vulgata del sabba diabolico, differenze evidenti. In questi convegni, a quanto sembra, non viene reso omaggio al diavolo (alla cui presenza, anzi, non si accenna neppure), non si abiura la fede, non si conculca la croce, non si fa vituperio dei sacramenti. Al centro di essi vi รจ un rito oscuro: streghe e stregoni armati di canne di sorgo che giostrano e combattono con benandanti provvisti di rami di finocchio. Chi sono questi benandanti? Da un lato, essi affermano di opporsi a streghe e stregoni, di ostacolarne i disegni malefici, di curare le vittime delle loro fatture; dall’altro, non diversamente dai presunti avversari, asseriscono di recarsi a misteriosi raduni notturni, di cui non possono far parola sotto pena di essere bastonati, cavalcando lepri, gatti e altri animali. ยป

โ€”Carlo Ginzburg, ยซbenandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicentoยป, pp. 7-8