Il Sacro Bosco di Bomarzo: un percorso iniziatico

Visitare il “Parco dei Mostri” di Bomarzo, ideato da Pier Francesco Orsini in memoria della defunta moglie Giulia Farnese e realizzato da Pirro Ligorio, equivale a compiere un vero e proprio viaggio metafisico, stimolato dalle numerosissime suggestioni ermetico-alchemiche, negli abissi dell’interioritΓ  umana.

Anna Perenna e la fonte dell’eterno ritorno

di Ascanio Modena Altieri copertina: Ferdinand Keller, “A classical landscape”, 1902 originariamente pubblicato su L’Intellettuale Dissidente   Abbiamo giΓ  avuto modo di conoscere alcune festivitΓ  del nostro antico calendario [cfr. Lupercalia: le…

Lupercalia: le celebrazioni catartiche della Februa

di Ascanio Modena Altieri
originariamente pubblicato su L’Intellettuale Dissidente

 

I primi raggiΒ della civiltΓ  di Roma e del mito nazionale Italico iniziano la loro grandiosa opera tra le contrade della Terra. Il colle Palatino Γ¨ dimora della Lupa, la nutrice, salvatrice della divina coppia di infanti dalle acque del Tevere e dal maligno re di Alba Longa Amulio. Alle pendici del futuro colle dei Principi, dalle alte querce e dai favolosi boschi, si trova il Lupercale, la mitica grotta, casa della fatale fiera, ove il sangue delle prede e il latte delle mammelle si mischiano in un binomio di colori che, fra qualche secolo, diverrΓ  imperitura impronta rituale e celebrativa. Non potevano tardare perΓ² ausili del fausto destino: i pastori consanguinei, Faustolo e Plistino, trovarono i due nobili in fasce e, previo sacro consenso della femminea bestia, decisero di portare i due nella loro capanna sul colle, pronti un giorno, a raccontare quale dignitosissimo sangue Γ¨ quello che sgorga nelle loro vene. In principio fu Acca Larenzia, moglie di Faustolo, a prendersi cura dei figli del Dio Marte e di Rea Silvia, nella casa sul Palatino, finchΓ© i due non si appropriarono, in modalitΓ  differenti, delle giΓ  segnate sorti.

Metamorfosi e battaglie rituali nel mito e nel folklore delle popolazioni eurasiatiche

di Marco Maculotti

Il toposΒ della metamorfosi zoomorfa Γ¨ largamente presenteΒ nel corpus folklorico di un gran numero di tradizioni antiche, siaΒ dell’Europa arcaica (sulle quale ci concentreremo principalmente in questo studio), sia di altre aree geografiche.Β GiΓ  fin dal V secolo a.C., in Grecia, Erodoto menzionava uomini in grado di trasformarsi periodicamente in lupi. In Africa, in Asia e nel continente americano sono state documentate tradizioni simili, con riferimento a metamorfosi temporanee di esseri umani in fiere: orsi, leopardi, iene, tigri, giaguari.Β Talvolta, in alcuni casi storicamente documentati del mondo antico (Luperci, Cinocefali, Berserker) Β«l’esperienza paranormale della trasformazione in animale assume caratteri collettivi ed Γ¨ all’origine di gruppi iniziatici e di societΓ  segreteΒ» (Di Nola, p.12).