“True Detective”: il Tempo Divoratore e l’Eterno Ritorno

In vista dell’uscita, prevista per il 14 gennaio, della terza stagione di β€œTrue Detective”, riproponiamo ai nostri Lettori il ciclo di articoli da noi curato per YAWP sugli elementi esoterici del fortunato serial televisivo.


Aspetti shamanici nel culto di Ganesha, il nume dalla testa elefantina

Partendo da Airāvata e dal mitologhema del “frullamento dell’Oceano di Latte” per poi giungere fino a Ganesha, Giuseppe Acerbi si propone di individuare alcune corrispondenze esoteriche fra le divinitΓ  dalla testa di elefante dell’antica India, Iran, Giappone e Americhe.

Da Ganesha a Dioniso: lo smembramento e la (re)integrazione

Dal mito della decapitazione di Ganesha a quello di Dioniso Zagreo squartato dai Titani, fino a qualche breve accenno sul Salvatore cristiano: morfologia del percorso iniziatico del “Figlio della Madre”, dallo “smembramento rituale” alla (re)integrazione nella non-dualitΓ 

I “Ghost Riders”, la “Chasse-Galerie” e il mito della Caccia Selvaggia

Pare che nelle notti che seguono il solstizio d’inverno del 21 dicembre, la cortina che separa il mondo dei vivi da quello dei morti si faccia piΓΉ impalpabile e che sia cosΓ¬ possibile imbattersi in un’orda terribile e rumorosa, che attraversa il cielo con grande fragore: in essa ci sono cani latranti, cavalli lanciati al galoppo, cacciatori macilenti dagli occhi spiritati, intenti a inseguire cervi e selvaggina in una fuga eterna e disperata al tempo stesso. Vedere questo terrificante spettacolo Γ¨ presagio di catastrofi e sventure.

(immagine:Β Henri Lievens, “Wild Hunt”)


«Un vecchio cowboy uscì a cavallo in una giornata fosca e ventosa/ si riposò su una cresta mentre andava per la sua strada». Inizia così una delle più belle e famose canzoni country di tutti i tempi:  (Ghost) Riders in the Sky: A Cowboy Legend.

La doppia spirale e il duplice movimento di emanazione e riassorbimento del cosmo

di Marco Maculotti
copertina: Phases of the Moon, tratto da “Ars Magna Lucis et Umbrae” di Athanasius Kircher, 1646

Nel primo saggio di questa rubrica sul tema del simbolismo della spirale e della Β«rinascita cosmicaΒ» [cfr. Il simbolismo della Spirale: la Via Lattea, la conchiglia, la β€œrinascita”] ci siamo soffermati sui significati esoterici del simbolo della spirale e di quelli, strettamente connessi, della Via Lattea e della conchiglia. Ci prefiggiamo in questo secondo appuntamento di analizzare il simbolo della doppia spirale da una prospettiva ancora piΓΉ ‘cosmica’, con riguardo alle tradizioni che veicolano tale simbolo a concezioni riguardanti la creazione (o meglio, l’emanazione) del cosmo e il suo riassorbimento. Inizieremo il nostro discorso prendendo in esame la tradizione indiana brahminica e confrontandola con quella Ε›ivaista tantrica del Kashmir, per poi analizzarne i punti di contatto, in un’ottica di sincretismo religioso, con quellaΒ β€” lontana in termini di tempo e spazioΒ β€” precolombiana dei popoli nahua-aztechi.

Apollo/Kronos in esilio: Ogigia, il Drago, la “caduta”

di Marco Maculotti
copertina: Ferdinand Keller

Ci prefiggiamo in questa sede di portare a un punto di congiunzione alcuni cicli di articoli finora pubblicati in questo primo anno di attivitΓ  diΒ AXIS mundi: il ciclo riguardante iΒ Culti cosmico-agrari dell’antica Eurasia, quello incentrato sulla questione diΒ Tempo e cicli cosmiciΒ e infine la serie di conferenze a cura di M. Ruzzai sul Mito dell’origine polare e iperborea dell’umanitΓ .

Tempo ciclico e tempo lineare: Kronos/Shiva, il Β«Tempo che tutto divoraΒ»

di Marco Maculotti

β€œΓˆ essenziale imbattersi nella problematica del tempo. Nella prospettiva della dottrina dei Cicli essa concerne i morti forse piΓΉ dei vivi. Il tempo si espande in tutte le direzioni formando un cerchio, [poichΓ©] Γ¨ ciclico.”
β€” Carl Hentze

β€œQuello che Γ¨ circolare Γ¨ eterno, e quello che Γ¨ eterno Γ¨ circolare.”
β€” Aristotele

Il dio primordiale e triplice: corrispondenze esoteriche ed iconografiche nelle tradizioni antiche

di Marco Maculotti

Nelle tradizioni anticheΒ di tutto il mondo si trova riferimento a un dio delle origini, venuto in esistenza prima di ogni altra cosa, creatore di tutto ciΓ² che Γ¨ manifesto e ugualmente di tutto ciΓ² che Γ¨ immanifesto. Le piΓΉ disparate tradizioni mitiche dipingono il dio primordiale come contenente tutte le potenzialitΓ  e le polaritΓ  dell’universo, luce e tenebre, spirito e materia, e cosΓ¬ via. Per questo, viene spessoΒ rappresentato con due volti (Giano bifronte) se non addirittura con tre (Trimurti indΓΉ). Tuttavia, il piΓΉ delle volte egli Γ¨ considerato invisibile, nascosto, difficilmente rappresentabile se non in una forma allegorica, esoterica, che fa sovente riferimento all’unione del principio luminoso e igneo, ‘maschile’, con quello oscuroΒ e acqueo, ‘femminile’.Β Nelle tradizioni di tutto il mondo, tale dio primordiale non viene onorato con un culto proprio, dal momento che si ritiene che ormai viva troppo lontano dall’uomo e gli affari umani non lo riguardano: per questo, si parla spesso di questa divinitΓ  massima come di un deus otiosus.