Categoria: Teosofia
Ecate come prototipo di Lucifero
Γ possibile svincolare Lucifero dall’immagine prometeica? Partendo da Demetra e i Misteri Eleusini, ci avvicineremo alla vera natura di Prometeo e anche a quella di Lucifero, guidati dalla domanda: e se il legame tra i due fosse un’ereditΓ lasciataci da Milton con il suo Paradise Lost? Il percorso a ritroso nella mitologia greca giungerΓ fino a Ecate, la dea infera e luminosa, per scoprirne i legami e le parentele con il Lucifero ebraico-cristiano.
Voci notturne a ponte Sublicio
Trasmesso per la prima volta il 24 settembre 1995, lo sceneggiato televisivo scritto da Pupi Avati e diretto da Fabrizio Laurenti oggi compie ventisei anni. Andiamo a ripercorrerne, per l’occasione, gli elementi esoterici ed occultistici che emergono dalla visione dei cinque episodi che lo compongono.
L’esplorazione altaica di Nicholas Roerich alla ricerca di Belovodye, “la Terra degli DΓ¨i Viventi”
Tra i luoghi visitati da Nicholas Roerich nel corso delle sue spedizioni asiatiche degli anni ’20, una menzione speciale va all’area dei Monti Altai, dove il pittore ed esploratore russo andΓ² alla ricerca della mitica Belovodye, sotterranea “Terra degli Immortali” equivalente alla Shamballah himalayana, dove secondo la leggenda si occultΓ², in un passato antidiluviano, la misteriosa stirpe dei Chud, e da cui si ritiene giungerΓ , in un futuro prossimo, il santo Oirot Khan, ultimo discendente di Gengis Khan e “Salvatore del Mondo”.
H.P. Lovecraft, i “mondi perduti” e la Teosofia
Una delle cose che piΓΉ colpiscono il lettore che abbia familiaritΓ con i temi dellβesoterismo Γ¨ la grande quantitΓ di elementi tradizionali nei racconti di Lovecraft, il che Γ¨ ben strano se si tiene conto che egli si definiva un assertore convinto del meccanicismo e del materialismo. Questi concetti, tra cui quello dei cosiddetti “continenti perduti”, non gli giunsero perΓ² attraverso fonti autenticamente tradizionali, bensΓ¬ per mezzo delle cogitazioni e delle affabulazioni dei teosofi di fine Ottocento, che ispirarono anche alcuni colleghi del Sognatore di Providence, come Clark Ashton Smith e Robert E. Howard.
Video: HPL fu un “medium inconsapevole”? Due corti su Lovecraft
HPL fu forse un “medium inconsapevole” di potenze “aliene”? Sul nostro canale Youtube abbiamo iniziato a caricare alcuni brevi video, da noi opportunamente montati, per far luce sulla questione. Nel primo dei due partiamo dalle esperienze oniriche che gli occorsero fin dall’infanzia, mentre nel secondo analizziamo gli elementi “rivelazionali” della sua personalissima* mitopoiesi cosmica.
Roerich, Gurdjieff, Blavatsky: i segreti del deserto del Gobi
Durante la spedizione del 1927 in Asia centrale, il pittore ed esploratore russo Nicolas Roerich mosse verso il deserto del Gobi, in Mongolia, attraversando la palude salina di Qaidam (Tsaidam). Le tradizioni riportate da Madame Blavatsky e da Georges IvanoviΔ Gurdjieff, nonchΓ© i racconti del folklore locale, lo dicevano sede di un antico mare, all’interno del quale si tramandava si fossero sviluppate civiltΓ avanzate ora dimenticate e cittΓ leggendarie ora sepolte dalle sabbie.
CiviltΓ del mondo sotterraneo nella narrativa fantascientifica
Il topos delle civiltΓ sotterranee sembra ricorrente nella storia del pensiero umano, che si tratti di mito, folklore, conoscenze esoteriche, realtΓ alternativa o βsempliceβ fantascienza, al punto che talvolta si ha difficoltΓ a etichettare le varie versioni del topos in una categoria piuttosto che nellβaltra. In questa sede ci occuperemo delle variazioni del topos nella letteratura fantascientifica tra XIX e XX secolo.
Mircea Eliade: Β«Pauwels, Bergier e il Pianeta dei maghiΒ»
Dedicata a scienza e mistero, passato e futuro, archeologia e fantascienza, “PlanΓ¨te” fu una rivista poliedrica, edita da Louis Pauwels e Jacques Bergier, giΓ autori del libro-culto del Β«realismo fantasticoΒ» “Il mattino dei maghi”, che attirΓ² anche l’attenzione di Mircea Eliade, il quale ne parlΓ² nella sua opera “Occultismo, stregoneria e mode culturali”, pubblicata nel 1976.
“Il Viaggiatore di Agartha”: il realismo magico di Abel Posse
Nel romanzo iniziatico dello scrittore e diplomatico argentino, pubblicato trent’anni fa e ambientato durante le ultime battute della Seconda Guerra Mondiale, convolano a nozze il Β«realismo magicoΒ» di Pauwels e Bergier, le dottrine esoteriche della Scuola Teosofica di fine Ottocento β che poi influenzarono le societΓ segrete mitteleuropee Thule e Vril β e la leggenda orientale del regno sotterraneo degli Immortali. Sullo sfondo, un’Europa ormai allo stremo e un Tibet che da lΓ¬ a pochi anni avrebbe conosciuto la tragedia indelebile dell’invasione cinese.
Da Stonehenge a Rapa Nui: Donald Wandrei e il ritorno dei Titani
Prendendo a piene mani dalla letteratura “Weird” di H.P. Lovecraft e Arthur Machen e unendo quanto ricavato con le ipotesi di Charles Fort e le dottrine teosofiche ed “atlantidee”, il romanzo del 1932 di Wandrei ha saputo anticipare se non addirittura plasmare gran parte delle correnti culturali ascrivibili alla cosiddetta “realtΓ alternativa” della seconda parte del XX secolo: dal “realismo magico” di Jacques Bergier alla “paleo-astronautica”, dall’incontro con civiltΓ extraterrestri fino ad alcune previsioni distopiche che oggi, a quasi un secolo di distanza, non sembrano affatto fantascientifiche.
Jacques Bergier e il “Realismo Magico”: un nuovo paradigma per l’era atomica
Recentemente tradotto in italiano dai tipi de Il Palindromo, “Elogio del Fantastico” dello scrittore e giornalista francese Jacques Bergier, noto soprattutto per aver scritto con Louis Pauwels “Il mattino dei maghi”, fornisce un’analisi dell’opera di alcuni “scrittori magici” al tempo sconosciuti al pubblico francofono (tra cui Tolkien, Machen e Stanislav Lem), volta a definire un nuovo paradigma per il XXI secolo che possa coniugare la scienza e la fantascienza con la categoria ontologica del “sacro”.
“I remember Lemuria!”: il Mistero Shaver, un mito per l’era atomica
Portato alla ribalta dal magazine pulp “Amazing Stories”, diretto da Ray Palmer, negli anni ’40 del secolo scorso, il “Mistero Shaver” viene ricordato ancora oggi come uno dei capitoli piΓΉ controversi ed influenti del filone — a metΓ strada tra occultismo e fantascienza — della cosiddetta “RealtΓ Alternativa”.
Bestie, Uomini, Dèi
Il resoconto di viaggio di Ferdinand Ossendowski attraverso l’Asia centrale Γ¨ una preziosa testimonianza degli sconvolgimenti geopolitici di inizio ‘900, ma ad emergere sono soprattutto le credenze “magiche” eΒ le superstizioni ataviche degli altopiani himalayani.
CiviltΓ “sotterranee” nel mito, nell’occultismo e nella “realtΓ alternativa”
In contemporanea con la pubblicazione del nostro articolo sulle “CiviltΓ del mondo sotterraneo nella letteratura fantastica” apparso su Dimensione Cosmica, abbiamo qui redatto un breve excursus sul medesimo topos nelle tradizioni sacre, nell’ambito esoterico e nella Β«realtΓ alternativaΒ» del Novecento
Gustav Meyrink: “Il volto verde”
Β«I fatti della vita di Meyrink sono meno problematici della sua opera… Monaco, Praga e Amburgo si divisero gli anni della sua giovinezza. Sappiamo che fu impiegato di banca e che aborrΓ¬ quel lavoro. Sappiamo anche che tentΓ² due rivincite o due forme di evasione: lo studio confuso delle confuse βscienze occulteβ e la composizione di scritti satiriciΒ». Con queste parole, nel 1938, Borges presentava impavidamente ai lettori argentini Meyrink, autore onirico per eccellenza, in cui si realizza il fatale incontro tra lβocculto e il feuilleton. Ed Γ¨ nel Volto verde che Meyrink raggiunge il vertice della sua arte di Β«romanziere chimericoΒ» e del suo stile Β«mirabilmente visivoΒ» β e il vertice del suo istrionismo, se con questa parola si intende una strepitosa capacitΓ di insufflare vita narrativa nelle piΓΉ ardue immagini esoteriche: in questo caso la leggenda del volto verde, ossia del volto evanescente di colui che detiene Β«le chiavi dei segreti della magiaΒ» e, immortale, Γ¨ rimasto sulla terra per radunare gli elettiΒ». [quarta di copertina edizione italiana Adelphi]
Il Regno Sotterraneo (F. Ossendowski, «Bestie, Uomini, Dèi»)
(Tratto da F.A. Ossendowski, «Bestie, Uomini, Dèi: il mistero del Re del Mondo», cap. XLVI)
La Mongolia, con le sue nude e terribili montagne, le sue sconfinate pianure disseminate di ossa disperse degli antenati, ha dato i natali al Mistero. La sua gente, spaventata dalle passioni tempestose della Natura o cullata dalle sue paci che somigliano alla morte, avverte il suo mistero. I suoi Lama Β«RossiΒ» e Β«GialliΒ» preservano e rendono poetico il suo mistero. I Pontefici di Lhasa e di Urga lo conoscono e lo posseggono. Conobbi il Β«Mistero dei MisteriΒ» per la prima volta viaggiando per lβAsia centrale, e non saprei dargli altro nome. In un primo momento non gli concessi molta attenzione e non gli diedi lβimportanza che successivamente realizzai meritasse, me ne resi conto soltanto dopo che ebbi analizzati e confrontati fra loro molti indizi sporadici, vaghi e non di rado contradditori. Gli anziani sulla riva del fiume Amyl mi raccontarono unβantica leggenda secondo la quale una certa tribΓΉ mongola nella propria fuga dalle pretese di Gengis Khan si era nascosta in un paese sotterraneo. In seguito un Soyot che veniva dai pressi del lago di Nogan Kul mi mostrΓ² la porta fumante che funge da ingresso al Β«Regno di AghartiΒ». Attraverso questa porta un cacciatore in passato era entrato nel Regno e, dopo il suo ritorno, cominciΓ² a raccontare quello che vi aveva visto. I Lama gli tagliarono la lingua per impedirgli di raccontare il Mistero dei Misteri. Raggiunta la vecchiaia, tornΓ² allβingresso di questa grotta e scomparve nel regno sotterraneo, il cui ricordo aveva ornato e illuminato il suo cuore nomade. Ricevetti informazioni piΓΉ realistiche riguardo a ciΓ² dal Hutuktu Jelyb Djamsrap a Narabanchi Kure. Egli mi raccontΓ² la storia dellβarrivo semi-realistico del potente Re del Mondo dal regno sotterraneo, del suo aspetto, dei suoi miracoli e delle sue profezie; e solo allora cominciai a comprendere che in quella leggenda, ipnosi o visione di massa, qualunque cosa essa fosse, si cela non solo del mistero ma una realistica e potente forza capace dβinfluenzare il corso della vita politica dellβAsia. Da quel momento ho cominciato a svolgere alcune indagini. Il Gelong Lama favorito del principe Chultun Beyli e il principe stesso mi diedero un resoconto del regno sotterraneo.

















