OGNI ANIMA È UNA STELLA β€” 1) Gustav Meyrink

Con questo articolo inauguriamo una nuova rubrica, “OGNI ANIMA È UNA STELLA”. L’obiettivo che ci prefiggiamo con questo progetto Γ¨ quello di indagare, articolo dopo articolo, gli uomini e gli dΓ¨i che essi hanno incarnato, attraverso l’indagine della loro storia e del loro tema natale, con i mezzi dell’Astrologia archetipica e tradizionale.

In questo primo appuntamento, il tema natale di Gustav Meyrink β€” nato a Vienna il 19 gennaio del 1868 β€” ci permette di osservare le potenze che lo animavano, i simboli che si celavano in ogni sua opera, e attraverso questi tentare una sintesi suggestiva della sua storia, da uomo e iniziato.

Β«Stranimondi 2021Β»: conferenza su Gustav Meyrink

Questo weekend si terrΓ  a Milano l’edizione annuale del festival di letteratura fantastica Stranimondi. In apertura, sabato mattina alle 10:20, parteciperemo come relatori a un intervento dedicato allo scrittore austriaco Gustav Meyrink, di cui sono stati recentemente (ri)pubblicati in edizione italiana “La metamorfosi del sangue” (Bietti Edizioni, 2020) e “La morte viola” (Il Palindromo, 2021). Oltre a noi interverranno Andrea Scarabelli e Giuseppe Aguanno.

Fuori ora! Β«Zothique n.6: speciale Gustav MeyrinkΒ»

È uscito il nuovo albo di ZOTHIQUE, rivista di narrativa e cultura fantastica edita dalla Dagon Press, interamente dedicato allo scrittore austriaco Gustav Meyrink, autore di alcuni dei romanzi esoterici piΓΉ importanti del primo Novecento come “Il Golem”, “Il volto verde” e “L’angelo della finestra d’Occidente”. Tra i contributi presenti in questo numero anche un nostro corposo saggio dedicato a “La Dottrina del Risveglio: la saggistica di G. Meyrink”.

Muse, sirene e stelle nere: i racconti crudeli di Carlo H. De’ Medici

Nel panorama della narrativa fantastica e sovrannaturale italiana un posto di rilievo Γ¨ da riservare a Carlo H. De’ Medici, i cui racconti “neri”, scritti negli anni ’20 del Novecento, furono ispirati sia dall’orrore psicologico di Edgar Allan Poe e Auguste Villiers de l’Isle-Adam, sia dal filone decadentista francese. Analizziamo in questa sede i suoi racconti contenuti nell’antologia Β«I topi del cimiteroΒ», recentemente ristampati dai tipi di Cliquot Edizioni.

La maschera del Daimon: Gustav Meyrink e la “Metamorfosi del sangue”

Grazie alle edizioni Bietti arriva nelle librerie “La metamorfosi del sangue”, autobiografia spirituale di Gustav Meyrink, scrittore austriaco di inizio Novecento la cui mitopoiesi letteraria fu influenzata dai suoi studi esoterici ed occultistici, ideale continuazione della raccolta di saggi “Alle frontiere dell’occulto” recentemente pubblicata dalle edizioni Arktos.

Virus, vampiri e zombie: il tema della pandemia nel Fantastico moderno

GiΓ  presente in opere classiche come l’Iliade e il Decameron, il tema dell’apocalisse pandemica Γ¨ stato sfruttato e indagato negli ultimi secoli soprattutto nell’ambito del Fantastico, nella narrativa come nel cinema: da E.A. Poe a Conan Doyle, da Meyrink e Lovecraft a Richard Matheson e Stephen King; e ancora, sul grande schermo, da registi del calibro di Bergman, Romero, Carpenter, Cronenberg e Gilliam.

β€œOltre il Reale”, o della dignitΓ  letteraria del Fantastico

La letteratura fantastica viene ancora considerata da troppi a malapena paraletteratura; “Oltre il Reale”, il nuovo volume edito da GOG edizioni ci aiuta ad affermare il contrario, analizzando l’opera di cinque tra gli autori piΓΉ importanti del genere dalla fine del XIX secolo ad oggi: Lovecraft, Machen, Meyrink, Tolkien e Ashton Smith.Β 

“H.P. Lovecraft, G. Meyrink & A. Machen: Oltre il Reale”

AXIS mundi e La SocietΓ  dello Zolfo presentano:

“H.P. Lovecraft, G. Meyrink & A. Machen: OLTRE IL REALE”

con Andrea Scarabelli, Marco Maculotti, Roberto Cecchetti

Intervista a cura di Mattia Mazzeo

21 maggio 2020, ore 21:30 — 23:30

Videoconferenza su Facebook

β€œOltre il Reale”: per una Metafisica del Fantastico

Quella della narrazione nasce come pratica profondamente sacra: nel raccontar-si e nel raccontare il mondo, l’uomo lo ricrea e lo rifonda continuamente, poichΓ© Β«non vive piΓΉ in un universo soltanto fisico, ma in un universo simbolico. Il linguaggio, il mito, l’arte e la religione fanno parte di questo universo, sono i fili che costituiscono il tessuto simbolico, l’aggrovigliata trama dell’umana esperienzaΒ». La narrazione diventa cosΓ¬ ben presto la chiave per le innumerevoli porte del Mistero, per un relazionarsi tra dimensioni diverse eppure autenticamente reali.

“Oltre il reale”

La dimensione del fantastico Γ¨ sempre esistita. Nell’antichitΓ , attraverso il ricorso a miti, saghe, leggende e cosmogonie, gli esseri umani hanno plasmato le proprie convinzioni e motivato le loro azioni. Oggi il fantastico continua a permeare la vita e l’inconscio collettivo dell’uomo, esprimendosi con mezzi certamente diversi ma sempre capaci di magnetizzare le nostre bussole interiori. Lovecraft, Machen, Meyrink, Smith e Tolkien sono cinque autori paradigmatici di questo genere, finalmente presentati in tutta la loro dignitΓ  letteraria e filosofica nel nuovo saggio edito da GOG edizioni.

Jacques Bergier e il “Realismo Magico”: un nuovo paradigma per l’era atomica

Recentemente tradotto in italiano dai tipi de Il Palindromo, “Elogio del Fantastico” dello scrittore e giornalista francese Jacques Bergier, noto soprattutto per aver scritto con Louis Pauwels “Il mattino dei maghi”, fornisce un’analisi dell’opera di alcuni “scrittori magici” al tempo sconosciuti al pubblico francofono (tra cui Tolkien, Machen e Stanislav Lem), volta a definire un nuovo paradigma per il XXI secolo che possa coniugare la scienza e la fantascienza con la categoria ontologica del “sacro”.


Arthur Machen e il risveglio del Grande Dio Pan

La recente ristampa del capolavoro “folk horror” di Arthur Machen ci consente di fare luce su uno dei piΓΉ affascinanti fenomeni di “rinascita pagana” nell’Occidente moderno: il risveglio del Grande Dio Pan nell’Inghilterra vittoriana, a cavallo tra l’800 e il ‘900.

Gustav Meyrink: “Il volto verde”

Β«I fatti della vita di Meyrink sono meno problematici della sua opera… Monaco, Praga e Amburgo si divisero gli anni della sua giovinezza. Sappiamo che fu impiegato di banca e che aborrΓ¬ quel lavoro. Sappiamo anche che tentΓ² due rivincite o due forme di evasione: lo studio confuso delle confuse β€œscienze occulte” e la composizione di scritti satiriciΒ». Con queste parole, nel 1938, Borges presentava impavidamente ai lettori argentini Meyrink, autore onirico per eccellenza, in cui si realizza il fatale incontro tra l’occulto e il feuilleton. Ed Γ¨ nel Volto verde che Meyrink raggiunge il vertice della sua arte di Β«romanziere chimericoΒ» e del suo stile Β«mirabilmente visivoΒ» – e il vertice del suo istrionismo, se con questa parola si intende una strepitosa capacitΓ  di insufflare vita narrativa nelle piΓΉ ardue immagini esoteriche: in questo caso la leggenda del volto verde, ossia del volto evanescente di colui che detiene Β«le chiavi dei segreti della magiaΒ» e, immortale, Γ¨ rimasto sulla terra per radunare gli elettiΒ». [quarta di copertina edizione italiana Adelphi]