Guido von List e la tradizione magico-religiosa degli Ariogermani

La sapienza di Wotan è conoscenza, magia e poesia al tempo stesso. Egli non solo conosce i misteri dei Nove Mondi e l'ordine delle loro stirpi, ma anche il destino degli uomini e il fato stesso dell'universo. Forse è per questo che Egli, unico tra gli Asi, riuscì a dare una coscienza spirituale all'essere umano: perché, accedendo alla comunione suprema con il Grande Mistero, e apprendendo i segreti dell'alfabeto del cosmo, Egli riuscì a sintetizzare tutti e sette gli spiriti degli Asi in un'unica entità spirituale, quella che gli antichi Greci chiamavano pneuma. Con questo atto magico Wotan, secondo Logos, originò da se stesso il terzo Logos, quello che ha il potere di dare la Vita spirituale all'essere umano, così come il secondo Logos si auto-generò dal Primo.

A cavallo tra XIX e XX secolo, utilizzando un approccio a metΓ  strada tra quello antropologico e quello occultistico, lo studioso viennese Guido von List tentΓ² una ricostruzione dell’Urgrund germanico, analizzando gli aspetti piΓΉ esoterici della cosmogonia e della religione precristiana degli antichi popoli mitteleuropei.

di Marco Maculotti

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Guido von List

Guido von ListΒ (1848-1919) Γ¨ stato uno studioso, poeta, giornalista,Β scrittore e alpinista tedesco. Il suo lavoro di ricerca sulle origini delle religioni pagane dell’antica Europa, e in particolar modo le sue intuizioni volte a decifrareΒ i significati piΓΉ esoterici dell’intero complesso mitico degli antichi popoli germanici,Β costituisce tuttora un’occasioneΒ imprescindibile per chiunque volesse approfondire l’argomento, al punto cheΒ Β Marcello De Martino lo definisce “l’antesignano della teoria dumΓ©ziliana” della tripartizione indoeuropea, nonchΓ© “l’esatto omologo di George DumΓ©zil in ambito occultistico”.

Tuttavia, i mirabili risultati di una vita intera vennero ben presto dimenticati per non dire osteggiati e banditi dell’intero ambito accademico, in quanto si ritiene che le opere di List ebbero l’infausta colpa di avere influenzato notevolmente, in seguito alla sua morte, l’aspetto trascendentale dell’ideologia nazionalsocialista.Β Quel che Γ¨ certo Γ¨ che il suo metodo di ricerca differiva sensibilmente da quello che, secondo il paradigma scientifico moderno, si ritiene accettabile e degno di riconoscimenti nella nostra epoca. List trasse infattiΒ ispirazione dagli insegnamenti teosofici di Helena PetrovnaΒ Blavatsky e coniugΓ² i fondamenti dell’occultismo gnostico conΒ nozioni apprese dagli scritti della societΓ  segreta dei Rosacroce, riuscendo in tal modoΒ a delineare una visione storico-religiosa molto differente da quella imposta dalla societΓ  moderna.Β Dopo decenni di studi, List giunse alla conclusione cheΒ l’intera terra era stata un tempo governata da una casta di re-sacerdoti (i rishi indiani, i druidi celtici), detentori della conoscenza sacraΒ che egli chiamaΒ Armanenschaft, per mezzo della quale essi civilizzarono i popoli, conferendo loro un culto religioso e un paradigma spirituale di vita che avrebbe reso possibile il mantenimento della pace sociale.

Guido von List: studioso, esploratore, chiaroveggente

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List e i suoi collaboratori durante un sopralluogo presso un sito megalitico in Germania.

Il suo ambito di ricerca comprendeΒ la letteratura epica germanica, la quale venne studiata da List nella sua essenza metafisica, l’Edda, l’Havamal e la Volupsa, nonchΓ© lo studio esoterico dell’alfabeto runico.Β List costituΓ¬ inoltreΒ una cerchia di dieci persone che chiamΓ² Hoher Armanen-Orden (“Alto Ordine Armanico”) e organizzΓ² spedizioni in tutta la Germania alla ricerca delle impronte degli antichi culti: una volta sul luogo, il gruppo organizzava sessioni di meditazione, in quanto List riteneva cheΒ la manifestazione della vera sapienza nascosta fosse fruibile dal gruppo attraverso le pratiche meditative e la fusione con l’elemento naturale. A tal proposito, si rifaceva ai suoi studi sulle antiche pratiche yogiche e tantriche dell’India antica. Molti testimoniano l’effettiva capacitΓ  di List di cadere in trance e di ricevereΒ visioni dell’anticaΒ ereditΓ  perduta.

L’influenza dell’orientalista Schlegel

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Edizione inglese de La religione degli Ariogermani di Guido Von List.

Con riferimento alle dottrine dell’India antica, List si rifece agli studi diΒ Karl Wilhelm Friedrich Schlegel e segnatamente al suo saggio Sulla lingua e saggezza degli Indiani (1808), nel quale l’autore si dedicΓ² allo studio del sanscrito, giungendo alla conclusione che tutte le grandi civiltΓ  conosciute e studiate al tempo derivavano da un’unica stirpe originaria, quella indo-ariana, originariamente ubicata all’estremo Nord del globo (una leggenda che si trova in pressochΓ© tutte le mitologia antiche, comprese quelle di civiltΓ  che al tempo di Schlegel non costituivano ancora materia di studio accademico, quali per es. le civiltΓ  precolombiane del Mesoamerica), poi migrate verso Sud durante l’ultima grande glaciazione (circa 11.000 anni fa) per poi dividersi e stanziarsi con il passare dei millenni in vari territori, quali la mezzaluna fertile, la valle dell’Indo, la valle del Nilo e, piΓΉ recentemente, la penisola ellenica e quella italica, oltre che nella valle del Reno. Queste conclusioniΒ apparivano evidenti a Schlegel in virtΓΉ dalle innumerevoli affinitΓ  che egli trovΓ² tra il sanscrito e le lingue germaniche, ma anche con il latino. Inoltre, egli derivΓ² l’idea dell’insediamento primordiale posto a Settentrione anche dalle leggende indiane relative alla tradizione del Monte Meru, la montagna sacra del remoto Nord, l’axis mundi che si ritrova, puntualmente nella sua sede polare, in innumerevoli tradizioni anticheβ€”anche di civiltΓ  etnologicamente ben distanti dall’ambito indo-europeo.

Il Wihinei e la “cristianizzazione degli Ariogermani”

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Una rappresentazione di Wotan appeso all’Iggdrasil, l’Albero Cosmico dei Germani. Sacrificandosi, Wotan acquisΓ¬ per primo la conoscenza sacra delle rune e divenne per questo il primo maestro del genere umano. Il parallelismo con il Cristo crocifisso Γ¨ lampante.

Concentrando la sua ricerca sul cristianesimo, che l’Europa aveva ormai da tempo accettato come religione ufficiale, e confrontando i misteri esoterici e le festivitΓ  del calendario cristiano con quelli dell’antico paganesimo, List giunse alla conclusione che la cosiddetta “cristianizzazione degli Ario-Germani” fu solo esteriore, mentre il culto seguito dagli antenati costituisce ancora oggi il contenuto piΓΉ profondo del Cristianesimo. Egli dimostrΓ² le sue teorie con la massima serietΓ , dimostrando in maniera incontrovertibile la perfetta corrispondenza, etimologica e contenutistica, di ogni ricorrenza sacra cristiana, non solo per quanto riguarda le festivitΓ  maggiori (Yule: Natale; Ostara: Pasqua, etc.) ma persino in riferimento alle feste dei santi, e quindi per ogni singolo giorno del ciclo dell’anno sacro (L’occultamento del wuotanismo nel cristianesimo). Secondo List, le innumerevoli corrispondenze trovate da Schlegel tra il sanscrito e le lingue delle antiche genti europee non puΓ² che condurre in una ben determinata direzione:Β tutte le popolazioni indo-europee derivano da una stirpe originaria, la quale, prima della dispersione conseguente all’ultima glaciazione, parlava la stessa lingua (da lui denominata Ursprache). List, dunque, accettΓ² i presupposti derivanti dagli studi di Schlegel, ma si spinse oltre: indagΓ² le corrispondenze esoteriche tra l’antico sistema religioso vedico e il paganesimo dell’Europa arcaica, giungendo cosΓ¬β€”seguendo un metodo che potremmo definire sincretismo religiosoΒ ante-litteramβ€”alla ricostruzione delΒ complesso magico-religioso degli antichi Germani: il Wihinei. L’ovvia conseguenza del distacco dalla lingua originaria e dell’adozione delle varie lingue volgari da essa derivanti, causΓ² secondo List la scissione della conoscenza tradizionale in due dottrine separate: quella esoterica insegnata agli iniziati (che l’autore denomina “armanismo”) e quella exoterica di facile comprensione, fondata sul mito e sull’antropomorfizzazione degli dΓ¨i, per il popolo (“wotanismo”).

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La cosmogonia degli Ariogermani ricostruita

Il mistero primordiale Γ¨ cosΓ¬ descritto nel canto del mito antico dell’Edda, il VolupsΓ , citato da List (La religione degli Ariogermani, p.36), che cosΓ¬ recita:

All’origine non vi era sabbia, nΓ© mare nΓ© vento
non la terra in basso, nΓ© il cielo in alto,
vuoto abissale, in nessun luogo cresceva erba.

Esattamente ciΓ² che gli antichi Greci avevano denominato Kaos e che la moderna scienza, come nota List, chiama la “nebbia primordiale”: la sostanzaΒ primordiale da cui scaturirono tutti gli elementi. L’autore poi continua:

Su quel vuoto senza fondo dell’abisso primordiale, rinchiuso su se stesso, aleggiava quella incommisurata forza latente, quella causa originaria incausata, quella causa originaria impersonale, che puΓ² essere identificata come “il dio nascosto”, quale spirito impersonale, immateriale, che Γ¨ allo stesso momento tempo e spazio. Attraverso il proprio respiro esso si condensa in materia.

PiΓΉ avanti nell’opera (pag.57) List chiama questo dio non manifestoΒ SURTURΒ (“stabile nel primordiale” o “stabile nell’eterno”) “lo Scuro”, la sostanza primordialeΒ e al tempo stessoΒ il “Grande Spirito” che aleggia sulleΒ tenebre dell’abisso primordiale, lo “spirito della salvezza”, duplice mistero che si sviluppa in seguito come “duplice unitΓ ”, dividendosi in una polaritΓ  maschile (ALLSATUR, Padre Universale, il primo Logos, vale a dire il dio manifestatosi come “Spirito del Mondo”, creatore di ogni cosa, demiurgo) e in una femminile (HYLE, materia/elemento primordiale, matrice cosmicaΒ di ogni essere, Grande Dea Madre) [cfr. Il dio primordiale e triplice: corrispondenze esoteriche ed iconografiche nelle tradizioni antiche]. Gli insegnamenti esoterici dell’armanismo ricostruito da List contemplavano quindi “una tripartizione, o meglio un triplice stato del concetto di Dio, per cui il dio originario era rappresentato come androgino, ossia bisessuato” (La religione degli Ariogermani, p.36).Β In una prima fase della creazione, prosegue List, questo dio occultoΒ si manifesta proprio con il movimento, partendo da se stesso, rivelandosi come primo Logos, emanando in seguito da sΓ© i primi quattro elementi, e cioΓ¨ fuoco (Muspilheim), acqua (Audhumbla), aria (Riflheim) e terra (Imir). Questo atto di creazione primordiale Γ¨ possibile perchΓ©, distaccandosi la luce (il primo Logos) dalle tenebre dell’abisso, contemporaneamente si distaccΓ² dall’unitΓ  primeva anche ciΓ² su cui la luce proietta il suo raggio, manifestandosi come Hyle, materia cosmica destinata aΒ ricevere l’influsso creatore di Allsatur e a tradurlo nella molteplicitΓ  delle forme dell’essere.

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Ymir attaccato da Wotan, Wile, We in un’illustrazione di Lorenz FrΓΈlich.

L’uccisione di Imir e la creazione del mondo

L’elemento Imir diede vita al progenitore dei giganti, mentre l’elemento Audhumbla generΓ² dalle pietre di sale un essere androgino, Buri, che a sua volta generΓ² BΓΆr. Quest’ultimo, congiungendosi alla progenie di Imir, generΓ² tre figli (Wotan, Wile, We) che uccisero il gigante Imir (o Ymir), “ne portarono via il corpo nello spazio vuoto fra Muspilheim e Riflheim” (fuoco e aria) e da questo crearono ciΓ² che chiamiamo il nostro mondo. Si tratta di un mito che trova i suoi parallelismi ovunque nelle tradizioni antiche: Imir Γ¨ l’equivalente della Tiamat sumero-accadica, del Tifone greco sconfitto da Zeus e dai suoi fratelli olimpi, e anche della dea aztecaΒ Coyolxauhqui (Chalciuhtlicue, Acuecucyoticihuati) [cfr. Una lettura cosmogonica del pantheon della tradizione mexica, in un’ottica di sincretismo religioso]. Confrontando il mito germanico con quello mexica non si puΓ² fare a meno di notare le somiglianze. Nel primo, riporta List (pag.38):

Con l’uccisione di Imir sgorgΓ² tanto sangue che dalle sue ferite l’intera razza dei Hrimthursi si ammalΓ², sino a che uno di nome Bergermil (“antico monte”), il cui padre si chiamava Thrudgelmir (“molto antico”) e il nonno Dergelmir (“originario”) salvΓ² sΓ© e la sua famiglia in una “culla”, che utilizzΓ² per navigare come una barca. Nel mondo terreno ormai restaurato impiantΓ² la stirpe dei giganti, che fissΓ² la sua dimora nelle terre al di lΓ  del mare, che successivamente divenne il quinto luogo nel quale si stanziΓ² la stirpe umana: Mitgard, la terra artica, la terra posta al polo nord, luogo d’origine degli Ari.

Secondo le narrazioni azteche,Β Chalciuhtlicue/Acuecucyoticihuati era la dea che dominava i cieli nell’etΓ  del quarto sole, vale a dire quella precedente alla nostra.Β LaΒ dea amava molto gli uomini, ma Tezcatlipocaβ€”in tipiche vesti da tricksterΒ che ricordano le imprese del Loki norrenoβ€”la accusΓ²Β di mascherare il suoΒ egoismo di ricevere preghiere dagli uomini dietro il pretesto di un amore disinteressato.Β ChalciuhtlicueΒ fu tanto colpita daΒ questa accusaΒ che pianse sangue per i successivi 52 giorni, causando un terribile diluvioΒ che annegΓ² tutti gli abitanti della Terra.Β Si salvano solamente un uomo e una donna, riparandosi dentro un tronco diΒ cipresso.Β Chalciuhtlicue viene poi sconfitta da Huitzilopochtli, che diventa il governatore del quinto sole. Un altro mito riguardante la nascita di Huizilopochtli racconta di come egli fronteggiΓ² la sorella Coyolxauhqui (“quella dai sonagli sul volto”), la uccise e la fece a pezzi, creando il nuovo sole, la nuova luna, la nuova terra e, forse, anche l’odierno pianeta Marte.

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I nani e i quattro venti

Il pianeta su cui viviamo, dunque, haΒ subito negli eoni diverse metamorfosi e con esso l’intero cosmo. Questa veritΓ  esotericaΒ traspare da tutte le dottrine tradizionali delle piΓΉ antiche popolazioni. Unendo la comprensione della mitologia germanico-norrenaΒ allo studio della cosmogonia e dell’antropogenesi esposta da madame Blavatsky ne La dottrina segreta, List arrivΓ² alla conclusione che (La religione degli Ariogermani, p.38):

Prima che gli uomini venissero sulla terra, questa cittΓ  (Mitgard) approntata per gli uomini fu abitata dai nani, che originariamente si erano sviluppati come vermi e bachi nel corpo morto di Imir, e che successivamente ricevettero dagli dΓ¨i l’aspetto e lo spirito umano, ma non l’anima umana, e abitarono all’interno della terra in antri oscuri e fenditure.

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Due nani raffigurati nell’edizione dell’Edda poetica del 1895 da Lorenz FrΓΈlich.

In seguito, gli dΓ¨i posero quattro nani come guide dei venti principali (Austro: est, Vestri: ovest, Sudri: sud, Nordri: nord). Vennero in seguito creati gli astri e i pianetiβ€”vale a dire, gli Asi infusero i propriΒ spiriti divini nei sette pianeti. Con questo atto, dice List, “si concludeva il tempo primordiale”. Leggendo di questa misteriosa razza di nani originari dal corpo morto di Imir e abitatori antidiluviani della terra, che ora vivono all’interno di essa “in antri oscuri e fenditure”, il nostro pensiero viene automaticamente condotto a tutto quell’ambito di leggendeΒ riguardante il “Piccolo Popolo”, esistenti in tutta l’Europa arcaica (Scandinavia, Islanda, Isole Britanniche, Germania) ma anche altrove (per esempio, nelle tradizioni dei nativi americani) [cfr. Il β€œPiccolo Popolo” nel folklore dei Nativi Americani del Sud-Est].

Gli AsiΒ creano il mondo, Wotan HΓ€nir e Lodur creano l’uomo

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Wotan, Wile e We creano il mondo (illustrazione di Lorenz FrΓΈlich).

Quelli che invece List chiama “dΓ¨i” non sono quelli della triade primordiale, bensΓ¬ i sette Asi che derivano dalla scissione dei primi. Secondo l’autore, gli Asi (il significato letterale del termine Γ¨ “colonne del mondo”) creano la terra, i mari, il cielo, ossia l’intero mondo visibile, dal corpo dell’ucciso Imir, “l’elemento primordiale”, ma non l’uomo, del quale essi sono in grado di creare solo la “figura” (lo “schema” su cui poi verrΓ  innestato il pneuma). Alla creazione della prima coppia umana (Ask ed Embla, gli “Adamo ed Eva” germanici) contribuiscono Wotan (“luce, spirito, intelletto”; il respiro) che conferisce il pneumaΒ spirituale, HΓ€nir (alt. Wile; “luce, anima, temperamento”; la volontΓ ) crea l’anima inferiore e l’intelletto e Lodur (alt. We; “fuoco, passione, desiderio”; il fuoco originario) il corpo materiale. Il soffio divino che Wotan immette nell’essere umano Γ¨ il terzo Logos, la scintilla divina presente nella nostra interioritΓ .

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La creazione dell’uomo. Si noti il simbolo della triade sacra e l’aquila, simboleggiante lo spirito di Wotan.

Ci sarebbero molti appunti da fare: innanzitutto bisogna notare che la tripartizione dell’essere umano Γ¨ tipica della tradizione indo-europea. È infatti impossibile non notare la corrispondenza tra Wotan/HΓ€nir/Lodur eΒ la triade deiΒ GuαΉ‡aΒ nella tradizioneΒ hindu, ossia iΒ tre componenti ultimi dellaΒ prakαΉ›ti/materia:Β sattva (virtuositΓ , purezza, luminositΓ , saggezza), rajas (instabilitΓ , attivitΓ , desiderio) eΒ tamas (torpore, ignoranza, indolenza). Citiamo anche la Triade latina piΓΉ arcaica, studiata da DumΓ©zil (La religione romana arcaica), e formata da Giove (principio spirituale; casta dei sacerdoti), Marte (principio animico; casta dei guerrieri) e Quirino (principio materiale; casta dei produttori).

Inoltre, altre tradizioni germaniche chiamano con denominazioni differenti i tre dΓ¨iΒ che contribuiscono alla creazione dell’essere umano: se infatti Wotan/Odin Γ¨ sempre presente, Wile/HΓ€nir Γ¨ a volte sostituito da Donar/Thor e We/Lodur da Loki, FreyrΒ o Fricco. Ad ogni modo, la denominazione di WotanΒ si ritrova sempre in tutte le narrazioni mitiche degli antichi Germani poichΓ© secondo List, “egli Γ¨ il piΓΉ potente della triade”, Γ¨ “l’Uno, l’Unico, il solo Essere” (pag.38), aggiungendo poco dopo che:

Quest’Unico Γ¨ perΓ² la seconda manifestazione, che si realizza attraverso la materializzazione dello spirito divino. È il secondo Logos e come tale Γ¨ il Padre Universale, che ponendosi al di sopra di Wotan Γ¨ inafferrabile e irrappresentabile, mentre appare in Wotan umanizzato e rappresentabile. Il Padre Universale, chiamato anche Surtur lo Scuro (…) Γ¨ il creatore di tutto, e Wotan Γ¨ il suo corrispettivo umanizzato, per cui Γ¨ “tutt’uno col suo padre in cielo”.

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La seconda triade. Da sinistra a destra, Donar/Thor, Wotan/Odin e Freyr/Fricco. Sotto, Loki che innesta il “fuoco originario” (ovvero le pulsioni provenienti dalla materia) nell’essere umano. Wotan Γ¨ assiso sul trono in quanto Γ¨ il secondo Logos: Donar e Freyr non sono altro che altre sue manifestazioni (Loki Γ¨ manifestazione della sua assenza o, meglio, della sua presenza non percepita). Per questo Wotan Γ¨ “Uno e Trino”, e nella sua triplice manifestazione Γ¨ in tutto identico a suo Padre, Surtur “Stabile nell’eterno”, che dΓ  origine a Allsatur, il primo Logos.

Il sacrificio di Wotan, appeso all’Albero Cosmico

Le analogie con il cristianesimo non si fermano qui. Il mito narra che WotanΒ conosce i segreti delle rune, le lettere che sono l’origine stessa di ogni conoscenza e di ogni potere. PerΒ ottennere questa sapienzaΒ immolΓ² sΓ© stesso (Wotan secondo Logos) in sacrificio a sΓ© stesso (Wotan primo Logos)Β diventando cosΓ¬ il primo Erilaz, ovvero il primo “maestro runico. Per apprendere l’arte della divinazione e della profezia, WotanΒ rimase appeso all’albero cosmicoΒ YggdrasillΒ per nove giorni e nove notti.Β CosΓ¬ nell’HΓ‘vamΓ‘l, 139:

Lo so io, fui appeso
al tronco sferzato dal vento
per nove intere notti,
ferito di lancia
e consegnato a Wotan,
io stesso a me stesso,
su quell’albero
che nessuno sa
dove dalle radici s’innalzi.

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I sette Asi

La sapienza di WotanΒ Γ¨ conoscenza, magia e poesia al tempo stesso. Egli non solo conosce i misteri dei Nove Mondi e l’ordine delle loro stirpi, ma anche il destino degli uomini e il fato stesso dell’universo. Forse Γ¨ per questo che Egli, unico tra gli Asi, riuscΓ¬ a dare una coscienza spirituale all’essere umano: perchΓ©, accedendo alla comunione suprema con il Grande Mistero, e apprendendo i segreti dell’alfabeto del cosmo, Egli riuscΓ¬ a sintetizzare tutti e sette gli spiriti degli Asi in un’unica entitΓ  spirituale, quella che gli antichi Greci chiamavano pneuma. Con questo atto magicoΒ Wotan, secondo Logos, originΓ² da se stesso il terzo Logos, quello che ha il potere di dare la Vita spiritualeΒ all’essere umano, cosΓ¬ come il secondo Logos si auto-generΓ² dal Primo. Β Bisogna ora aggiungere che, secondo List, i sette dΓ¨i Asi diedero vita ai sette pianeti: Wotan stesso diede la vita a Mercurioβ€”ma anche Loki ha caratteristiche mercuriali, presentandosiΒ ora comeΒ trickster ora come eroe culturaleβ€”, Urfir (o Baldr) al Sole, Mani/Mannus alla Luna, Tyr/Zio a Marte, Thor/Donar a Giove, Freya/Fena a Venere e il Surtur primordiale a Saturnoβ€”List ipotizza che il latino Saturnus sia una deformazione di Surtur, “stabile nell’Ur”, ovvero nel primordiale. A nostro parere si puΓ² ipotizzareΒ che Saturno sia anche Freyr, in quanto, esattamenteΒ come il SaturnusΒ italico, governa sulla feconditΓ  e sul raccolto dei campi.

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Wotan/Odin

Di questi sette Asi supremi, solo Wotan puΓ² riassumerli tutti, in quanto Egli Γ¨ “tutt’uno con il suo Padre in cielo”.Β Si vede chiaramente come il mito pagano dell’autosacrificio diΒ Wotan sia statoΒ in seguito adottatoΒ dal cristianesimo con riferimentoΒ alla figura del Cristo, anch’esso un dio (“Figlio primogenito del Dio Padre”) che sacrifica la sua vita agli uomini: Γ¨ indubbio che nello HavamalΒ Wotan si rende protagonista di un vero e proprio processo di morte e risurrezione. Anche il fatto che Wotan si auto-trafigga con una lancia sembra aver ispiratoΒ ai cristiani il motivo del ferimento alΒ costato di GesΓΉ per mezzo della lancia di Longino (derivante anche filologicamente dalla mitica “lancia di Lugh” della mitologia celtica). Sono anche evidenti parallelismi con il mito di Osiride e con quello azteco di Quetzalcoatl, il quale, dopo essere disceso al mondo infero,Β rubΓ² le “ossa” (le rune del mito germanico) eΒ le immerse nel proprio sangue per far risorgere il genere umano. Invero, non puΓ² stupirci constatare che, quando le popolazioni del Nord Europa furono cristianizzate, la figura di Odino venne regolarmente avvicinata a quella di GesΓΉ: raffigurazioni dell’antico dio si trovano ancora oggi in chiese cristiane come la parrocchiale di Akureyri, in Islanda.

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Schema riassuntivo

Bibliografia:

  • Guido von List, La religione degli Ariogermani e Urgrund (Settimo Sigillo, 2008).
  • Guido von List, Il segreto delle rune (Barbarossa, 1996).
  • Guido von List, L’occultamento del wuotanismo nel cristianesimo (Arktos, 2005).
  • Helena Petrovna Blavatsky, La dottrina segreta (Ed. Teosofiche Italiane, 2008).
  • George DumΓ©zil,Β La religione romana arcaicaΒ (BUR, 2001).
  • Jean Markale, Il druidismoβ€”Religione e divinitΓ  dei Celti (Mediterranee, 1991).
  • T.G.E. Powell, I Celti (Il Saggiatore, 1959).

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