Ioan P. Culianu: “Mircea Eliade e l’ideale dell’uomo universale”

In questo saggio, che pubblichiamo integralmente in occasione del 71esimo anniversario di nascita di Ioan Petru Culianu (5 gennaio 1950), lo studioso romeno analizza la vita e le opere del suo maestro Mircea Eliade, tenendo conto sia dell’aspetto biografico che di quello letterario, nonchΓ© ovviamente del suo ruolo di “mistagogo” e iniziatore per quanto riguarda la questione ermeneutica del Sacro e della storia delle religioni.

Arthur Machen: Stregoneria & SantitΓ 

Il 15 dicembre 1947 lasciava il nostro mondo Arthur Machen, tra i piΓΉ importanti autori della letteratura fantastica britannica. In suo ricordo, diamo una rilettura a uno dei suoi estratti maggiormente filosofici, il prologo del racconto The White People, scritto nel 1904.

RenΓ© GuΓ©non: “Riunire ciΓ² che Γ¨ sparso”

Il 15 novembre del 1886 nacque a Blois, in Francia, l’esoterista RenΓ© GuΓ©non. Come omaggio nei suoi confronti, riproponiamo la lettura di un estratto della sua opera, pubblicata postuma, “Simboli della Scienza Sacra”, in cui viene trattato il tema della frammentazione primordiale dell’Uomo Universale (Purusha, Prajāpati, Osiride, Adam Qadmon) e della sua reintegrazione finale nello stato originario.

Mircea Eliade: l’iniziazione sciamanica e le tecniche dell’estasi

In questo estratto da “Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi” (1953), Mircea Eliade mette a confronto le tecniche estatiche delle varie tradizioni sciamaniche, dalla Siberia all’Australia passando per le Americhe, cercando di individuarne i tratti in comune.

RenΓ© GuΓ©non: “Il simbolismo dello Zodiaco nei Pitagorici”

Sul simbolismo delle porte solstiziali nell’antica tradizione ellenica e vedica: il Cancro e il Capricorno, la Β«porta degli dΓ¨iΒ» e la Β«porta degli uominiΒ», il dΓͺva-lokaΒ e il pitri-loka della tradizione induista. CosΓ¬ le dottrine tradizionali inquadrarono il simbolismo zodiacale al processo di migrazione delle anime dal piano celeste a quello sublunare, e viceversa.

Mircea Eliade: Β«Pauwels, Bergier e il Pianeta dei maghiΒ»

Dedicata a scienza e mistero, passato e futuro, archeologia e fantascienza, “PlanΓ¨te” fu una rivista poliedrica, edita da Louis Pauwels e Jacques Bergier, giΓ  autori del libro-culto del Β«realismo fantasticoΒ» “Il mattino dei maghi”, che attirΓ² anche l’attenzione di Mircea Eliade, il quale ne parlΓ² nella sua opera “Occultismo, stregoneria e mode culturali”, pubblicata nel 1976.

Mircea Eliade: “I cicli cosmici e la storia”

Β«Anche nel quadro delle tre grandi religioni iranica, giudaica e cristiana, che hanno limitato la durata del cosmo a un certo numero di millenni, e affermano che la storia cesserΓ  definitivamente in illo tempore, sussistono tracce dell’antica dottrina della rigenerazione periodica della storiaΒ»: dottrina antichissima che Eliade, nel suo saggio “Il mito dell’eterno ritorno”, riscontra nella tradizione babilonese, induista, buddista, germanica ed ellenica.

RenΓ© GuΓ©non: “Le fenditure della grande muraglia”

Secondo il simbolismo tradizionale, queste Β«fenditureΒ» si producono nella Β«Grande MuragliaΒ» che circonda il nostro mondo e lo protegge contro l’intrusione delle influenze malefiche dell’ambito sottile inferiore: nella tradizione islamica attraverso queste Β«fenditureΒ» penetreranno, all’approssimarsi della fine del ciclo, le orde devastatrici di Gog e Magog, che la tradizione induista menziona come i demoni Koka e Vikoka.

Mircea Eliade: “Scienza, idealismo e fenomeni paranormali”

I poteri paranormali non si incontrano esclusivamente presso i primitivi, ma anche presso yogin,Β fakiri, santi di ogni specie, appartenuti a ogni sorta di civiltΓ . Le necessitΓ  dell’argomentazione storicistica hanno forzato il de Martino a limitare le sue comparazioni ai poteri paranormali dei primitivi e a quelli deiΒ mediumΒ moderni. Ma l’autenticitΓ  dei poteri degliΒ yogin, per esempio, pone un altro problema: quello della conquistaΒ lucidaΒ eΒ razionaleΒ di questi poteri paranormali. Non bisogna quindi considerare soltanto un Β«mondo magico storicoΒ» (i primitivi) e una regressione spontanea ma storicamente inautentica in tale mondo (i medium): occorre considerare un altro mondo accessibile, in linea di principio, aΒ tuttiΒ edΒ in qualsiasi momento storico.

“Oltre il reale”

La dimensione del fantastico Γ¨ sempre esistita. Nell’antichitΓ , attraverso il ricorso a miti, saghe, leggende e cosmogonie, gli esseri umani hanno plasmato le proprie convinzioni e motivato le loro azioni. Oggi il fantastico continua a permeare la vita e l’inconscio collettivo dell’uomo, esprimendosi con mezzi certamente diversi ma sempre capaci di magnetizzare le nostre bussole interiori. Lovecraft, Machen, Meyrink, Smith e Tolkien sono cinque autori paradigmatici di questo genere, finalmente presentati in tutta la loro dignitΓ  letteraria e filosofica nel nuovo saggio edito da GOG edizioni.

RenΓ© GuΓ©non: “Il simbolismo del teatro”

Si puΓ² dire che il teatro sia un simbolo della manifestazione, della quale esprime nel modo piΓΉ perfetto possibile il carattere illusorio; e questo simbolismo puΓ² essere considerato vuoi dal punto di vista dell’attore, vuoi da quello del teatro stesso. L’attore Γ¨ un simbolo del Β«Sé», ovvero della personalitΓ , che si manifesta attraverso una serie indefinita di stati e di modalitΓ , i quali possono essere riguardati come altrettante parti diverse; ed Γ¨ da rilevare l’importanza che aveva l’antico uso della maschera per la perfetta esattezza di questo simbolismo.

Colui che Scrutava nell’Abisso: H.P. Lovecraft e “L’oceano di notte”

In “The Night Ocean”, ultimo racconto scritto dal Sognatore di Providence prima del prematuro decesso, si rivela in modo compiuto il profondo rapporto di comunione e al tempo stesso di “terrore cosmico” nei confronti dell’elemento oceanico e dalle sue profonditΓ  abissali,Β da Lovecraft vissuto in prima persona.

Sul “duende” di García Lorca e lo “spirito della terra” di Ernst JΓΌnger

Qualche nota sulle corrispondenze fra il duende, Β«spirito occulto della dolorante SpagnaΒ» secondo Federico GarcΓ­a Lorca e lo Β«spirito della terraΒ» jΓΌngeriano, con qualche sprazzo di Octavio Paz. In appendice, un corposo estratto del testo del poeta spagnolo.

J. Evola: Β«Dioniso e la Via della Mano SinistraΒ»

Evola considera il Dioniso di Nietzsche in relazione con la cosiddetta Β«Via della Mano SinistraΒ», percorso iniziatico che comporta Β«il coraggio di strappar via i veli e le maschere con cui Apollo nasconde la realtΓ  originaria, di trascendere la forme per mettersi in contatto con l’elementaritΓ  di un mondo in cui bene e male, divino e umano, razionale e irrazionale, giusto e ingiusto non hanno piΓΉ alcun sensoΒ».

Marius Schneider: β€œGli dΓ¨i sono canti”

La peculiare visione archetipico-simbolica del filologo e musicologo tedesco Marius Schneider Γ¨ racchiusa splendidamente in questo primo capitolo de “La musica primitiva” (1960) in cui le forze divine vengono viste, attraverso la meticolosa analisi dei miti di origine delle piΓΉ svariate tradizioni, innanzitutto come “potenze sonore”.

Jean Markale: l’Altro Mondo nel Druidismo e nel Cristianesimo Celtico

Disamina dello studioso francese sulle credenze riguardanti l’AldilΓ  nella tradizione druidica-gaelica e su come, con l’avvento del Cristianesimo, esse sfociarono nella letteratura delle “navigazioni” e nella canonizzazione del Purgatorio.

Ioan P. Culianu: lo sciamanesimo iperboreo dell’antica Grecia

copertina: Ilyas Phaizulline, “Orpheus at the Empire of the Dead”


Introduzione

a cura di Marco Maculotti

Quando si parla di Β«sciamanesimoΒ» [I], solitamente si tende a pensare a quello siberiano [II], da cui il termine stesso deriva, o a quello himalayano, che spesso si sincronizza con la tradizione buddhista e/o induista, o ancora a quello delle popolazioni native del Nord America, del Messico e delle Ande, nonchΓ© a quello degli aborigeni australiani. PiΓΉ raramente si sottolinea l’importanza che hanno avuto le pratiche sciamaniche per i popoli indoeuropei, nonostante le fonti classiche non siano povere a tal riguardo.