Categoria: Atlante (pagina 4)
Kasenian ReΜak: la danza del cavallo sundanese tra performance artistica e possessione cerimoniale (I)
Luigi Monteanni ha trascorso un anno in Indonesia per studiare il Kasenian RΓ©ak, la tradizionale danza del cavallo sundanese, durante la quale i partecipanti al rituale vengono posseduti dagli spiriti. Quello che vi proponiamo in due puntate Γ¨ un corposo estratto dalla sua tesi di laurea magistrale nata da questa esperienza.
Storia segreta della Nuova Zelanda: dalla tradizione orale alle analisi genetiche
Dalla tradizione dei Maori ai semi-dimenticati Moriori, risalendo a ritroso verso componenti etniche e culturali che sfociano nel mondo del Mito: i Patupaiarehe, popolo Β«fatatoΒ» delle leggende, l’influenza indiana, la sconcertante distribuzione della patata dolce kumara su entrambe le sponde del Pacifico, la teoria Β«talassocraticaΒ» di Thor Heyerdahl… fino alle piΓΉ moderne analisi genetiche.
Kawah Ijen: Inferno & Paradiso
Abbiamo compiuto un’escursione, fra i raccoglitori di zolfo autoctoni, sui versanti dell’unico vulcano al mondo che erutta lava blu: il Kawah Ijen sull’isola indonesiana di Giava. La catabasi notturna e l’ascesa mattutina, simili a quelle di Dante nelle illustrazioni di DorΓ©, ha fatto sorgere in noi meditazioni sulla potenza degli eventi cataclismatici che da sempre interessano la “cintura di fuoco” del Pacifico, e sulla necessitΓ da parte dell’uomo di accettarli e di scendere a patti con essi.
Bada Valley: i megaliti “xenomorfi” nella giungla
Abbiamo visitato l’isola del Sulawesi, nell’arcipelago indonesiano, e ci siamo avventurati nella foresta pluviale di Lore Lindu alla ricerca dei misteriosi Patung, sculture megalitiche di aspetto solo in parte antropomorfo che costituiscono per gli archeologi (ma anche per gli autoctoni) un vero e proprio enigma. Tenendo conto delle varie ipotesi riguardanti i culti degli antenati, quelli della fertilitΓ e supposti sacrifici umani, cercheremo di connetterle fra di loro in un quadro il piΓΉ coerente possibile.
Borobudur, Β«imago mundiΒ» e Β«libro di pietraΒ» del dharma
Siamo andati a Java a visitare il Borobudur, il complesso templare buddhista piΓΉ grande del mondo: un’occasione imperdibile per approfondirne il simbolismo sacro architettonico, seguendo le orme di studiosi comeΒ Stutternheim, Paul Mus e Mircea Eliade.
Le ciclopiche rovine di Nan Madol a Pohnpei, nelle Isole Caroline
L’enigma archeologico del “sito fantasma” nell’arcipelago della Micronesia, composto da circa 100 piccoli isolotti artificiali collegati fra loro da una rete di canali, ha stregato nei secoli gli “indagatori del mistero”, dal marinaio irlandese James O’Connell al colonnello James Churchward, fino al neuropsichiatra Oliver Sacks.
Il Sacro Bosco di Bomarzo: un percorso iniziatico
Visitare il “Parco dei Mostri” di Bomarzo, ideato da Pier Francesco Orsini in memoria della defunta moglie Giulia Farnese e realizzato da Pirro Ligorio, equivale a compiere un vero e proprio viaggio metafisico, stimolato dalle numerosissime suggestioni ermetico-alchemiche, negli abissi dell’interioritΓ umana.
Rosazza (BI): un gioiello di pietra tra massoneria e spiritismo
Siamo andati a visitare Rosazza, paese nel biellese edificato da Federico Rosazza Pistolet e Giuseppe Maffei secondo il simbolismo massonico ben conosciuto dal primo e… sotto le indicazioni fornite dagli spiriti consultati dal secondo.
Terra Sarda: il Mediterraneo metafisico di Ernst JΓΌnger
Teatro di queste incursioni è il Mediterraneo, qui inteso in senso più che geografico: agorà e labirinto, «perduto mare del Sé», archivio e sepolcro, corrente e destino, crepuscolo e aurora, apollineo e dionisiaco.
SacralitΓ , mito e divinitΓ nella civiltΓ degli antichi Sardi
Terra d’elezione di una Γ©lite eroica e guerriera che viveva pervasa dalla dimensione del Sacro, la Sardegna puΓ² essere, a ragione, annoverata tra i piΓΉ importanti centri spirituali dell’antichitΓ : obiettivo di questo studio Γ¨ ricostruire attraverso le lenti della storia, del mito e della tradizione lo sviluppo dell’ancestrale ethnos sardo e della sua cultura
Viaggio in Mongolia: le confessioni di Bolod il Buriato
Il nostro secondo reportage di viaggio, per gli amici de Il Cartello, sulla Mongolia:Β dai culti sciamanici all’Impero di Gengis Khan, dal Lamaismo buddhista alla dominazione sovietica
I Si-Te-Cah, antichi giganti del Nevada, e il mistero dei “Mounds”
Dalle antiche leggende delle tradizioni native alle spedizioni archeologiche di Thomas Jefferson fino alla misteriosa questione del presunto ‘cover up’ da parte dello Smithsonians Institute Β
Vita da gher: il nomadismo in Mongolia
Reportage fotografico di viaggio: Mongolia Settentrionale (parte II)
(segue dalla parte I)
Β« Terra di nude montagne, di pianure arroventate dal sole e gelate dal freddo, ove regnano le malattie del bestiame e degli uomini, la peste, l’antrace e il vaiolo; terra di sorgenti bollenti e di valichi montani custoditi dai dΓ¨moni, di laghi sacri brulicanti di pesci; terra di lupi, rare specie di cervi e di mufloni, di milioni di marmotte, cavalli, asini e cammelli selvaggi, animali tutti che mai han conosciuto la briglia, terra di cani feroci e di uccelli rapaci che divorano i cadaveri che quel popolo abbandona nelle pianure: tale Γ¨ la Mongolia.
Patria di genti che stanno scomparendo e guardano biancheggiare al sole le ossa calcinate degli antenati, genti che conquistarono la Cina, il Siam, l’India settentrionale e la Russia, e i cui petti si scontrarono con le lance di ferro dei cavalieri polacchi che difendevano allora la CristianitΓ dall’invasione della nomade e selvaggia Asia: tale Γ¨ la Mongolia.
Terra di grandi ricchezze naturali che pure non produce nulla, ha bisogno di tutto, e pare soffrire di tutti i mali e i cataclismi del mondo: tale Γ¨ la Mongolia. Β»
(F.A. Ossendowski, “Bestie, uomini, dei”, cap. XVII, “Mongolia misteriosa”)
Reportage fotografico di viaggio: Mongolia Settentrionale (parte I)
Β« Nel cuore dell’Asia si trova la sconfinata, misteriosa e ricca Mongolia. Dalle pendici innevate dei Tian Shan e dalle sabbie roventi della Zungaria occidentale ai boscosi contrafforti dei Monti Saiani e alla grande Muraglia Cinese, essa si estende su un’enorme porzione dell’Asia centrale. Culla di innumerevoli popoli, storie e leggende; patria di sanguinari conquistatori che vi hanno lasciato le loro capitali coperte ormai dalla sabbia del Gobi, i loro misteriosi anelli e le antiche leggi dei nomadi; terra di monaci e di dΓ¨moni maligni, di tribΓΉ erranti amministrate dai Khan, principi discendenti di Gengis Khan e di Kublai Khan: tale Γ¨ la Mongolia.
Misteriosa contrada dei culti di Rama, Sakiamuni, Djonkapa e Paspa, culti custoditi dal Buddha vivente, Buddha incarnato nella persona divina del terzo dignitario della religione lamaista, Bogdo Gheghen a Ta Kure o Urga; terra di misteriosi guaritori, profeti, stregoni, indovini e streghe; patria del simbolo della svastica; paese che non ha obliato i pensieri dei grandi potentati che un tempo regnarono in Asia e metΓ Europa: tale Γ¨ la Mongolia. Β»
(F.A. Ossendowski, “Bestie, uomini, dei”, incipit cap. XVII, “Mongolia misteriosa”)
L’enigma di Tiahuanaco, culla degli Inca e “Isola della Creazione” nella mitologia andina
di Marco Maculotti
Ai fini del proseguimento dellβanalisi riguardante il mito di fondazione da parte dei Viracochas [cfr. Viracocha e i miti delle origini: creazione del mondo, antropogenesi, miti di fondazione], sarΓ utile ora soffermarsi a produrre qualche considerazione sullβimportanza nella tradizione andina del centro cerimoniale di Tiahuanaco, “uno dei lasciti piΓΉ significativi e sconcertanti della preistoria umana” [Petratu e Roidinger, p.152], culla dei primi uomini del βQuinto Soleβ [cfr. Pachacuti: cicli di creazione e distruzione del mondo nella tradizione andina]. Le origini di questo complesso monumentale si perdono nella notte dei tempi: gli andini al tempo della conquista pretendevano di non aver mai conosciuto la cittΓ se non in rovina; gli Aymara, uno dei popoli piΓΉ antichi delle Ande, sostenevano che Tiahuanaco fosse stata abitata βdai primi uomini della Terraβ [Charroux, p.52].Β Per queste ragioni, in virtΓΉ della sua enigmaticitΓ , Tiahuanaco ha da sempre attirato la curiositΓ di storici ed esploratori. Nel 1876 lβarcheologo francese Wiener scriveva [cit. in Charroux p.49]:
“Giorno verrΓ in cui si potrΓ dire della civiltΓ classica dei Faraoni, dei Caldei, dei Brahmani: voi siete catalogate nei nostri libri come le piΓΉ antiche, ma la scienza prova che la civiltΓ pre-incaica di Tiahuanaco Γ¨ anteriore alle vostre di molte migliaia dβanni.”

















