Video-diretta: speciale “Folk Horror”. Presentazione AXIS MUNDI n.1 (con Obsidian Mirror)

Stasera alle 21:00 vi diamo appuntamento sul nostro canale YouTube per la presentazione al pubblico del primo albo cartaceo di AXIS MUNDI (Lammas 2021), interamente dedicato al filone letterario e cinematografico “Folk Horror”. Con noi ci sarΓ  Obsidian Mirror, fondatore e gestore dell’omonimo blog, passaggio obbligato da ormai piΓΉ di un decennio per tutti gli appassionati di immaginario Horror, Weird e Fantastico.

L’Altrove fantastorico di Pupi Avati

Per l’anniversario dei 45 anni dall’uscita nelle sale del film-cult “La casa dalle finestre che ridono” (16 agosto 1976), riproponiamo anche questa intervista rilasciata da Pupi Avati ad Andrea Scarabelli nell’ottobre 2019, in occasione dell’uscita de “Il signor Diavolo”.

“La casa dalle finestre che ridono”: feticcerie e (auto)sacrifici

Esattamente 45 anni fa, il 16 agosto del 1976, usciva nelle sale italiane “La casa dalle finestre che ridono”, il cult-movie di Pupi Avati ascrivibile al cosiddetto filone del Β«Gotico PadanoΒ». Nel film sono confluiti l’elemento perturbante della cultura contadina in cui il regista emiliano Γ¨ cresciuto e suggestioni nere piΓΉ esotiche, dalle macumbas caraibiche all’autosacrificio condiviso dal mistico e dal folle.

Devilman: il mito

La vita di Akira Fudo viene sconvolta dal suo amico Ryo Asuka quando questi gli rivela che la Terra sta per essere invasa da spaventosi demoni che, rimasti ibernati per secoli nei ghiacci antartici, ora stanno per liberarsi dalla provvidenziale prigione per dare l’assalto alla superficie; i demoni sarebbero vissuti sulla Terra prima della comparsa dell’uomo e adesso ne rivendicano il possesso. Di che si tratta? Forse di un rifacimento nipponico di “At the Mountains of Madness” di H.P. Lovecraft? Non proprio, anche se certe corrispondenze sono innegabili. Parliamo di “Devilman”, pilastro del fumetto giapponese, ricco di riferimenti colti e opera rivelatrice della condizione umana in tutta la sua precarietΓ .

Video diretta: Β«Dal Re in Giallo a “True Detective”. Speciale “Carcosa svelata”Β»

Domani sera, giovedΓ¬ 13 maggio, alle 21:15 andrΓ  in onda, sui nostri canali YouTube e Facebook e sulla pagina Facebook di “Itinerari Storici Alchemici Napoli”, la quarta presentazione ufficiale del libro “Carcosa svelata. Appunti per una lettura esoterica di True Detective”, uscito a febbraio per Mimesis.

“Il cosmo ciclico e il mito dell’eterno ritorno”, su Stroncature

LunedΓ¬ 26 aprile dalle 18:30 Stroncature ospita la presentazione di due volumi: il primo, β€œAbraxas: la magia del tamburo” (Mimesis) di Paolo Riberi e Igor Caputo; il secondo, β€œCarcosa svelata” di Marco Maculotti (Mimesis). Sui due testi dialogano gli autori. Modera Nunziante Mastrolia.

25 anni di “Arcano Incantatore”: conversazione con Pupi Avati

Esattamente 25 anni fa, Il 19 aprile 1996, usciva nei cinema italiani “L’Arcano Incantatore”: variazione di Pupi Avati sul tema d’un genere da lui stesso ideato e codificato – il β€œGotico padano”. Per l’occasione siamo andati a intervistare il regista e abbiamo ripercorso il “making of” del film e il risultato finale.

Videoconferenza: Β«True Detective, cospirazione e serie tvΒ» (Border Nights)

Video del nostro intervento nel 12esimo appuntamento de “L’Orizzonte degli Eventi”, su Border Nights. Prima presentazione di Carcosa svelata. Appunti per una lettura esoterica di True Detective [Mimesis Edizioni, 2021].

Β«True Detective: cospirazione e serie tvΒ» (L’orizzonte degli eventi, Border Nights)

GiovedΓ¬ sera alle 21:30 interverremo come ospiti alla videorubrica “L’orizzonte degli eventi” del canale “Border Nights” per presentare “Carcosa svelata. Appunti per una lettura esoterica di True Detective” (Mimesis, 2021) e discutere della centralitΓ  dell’elemento ‘cospirativo’ e ‘occulto’ in altre serie televisive anche storiche, come “Twin Peaks”, “X-Files” e la nostrana “Voci Notturne”.

La rappresentazione del “Selvaggio”, tra tabΓΉ e stereotipi: il caso di Β«Cannibal HolocaustΒ»

La recente politica della Disney volta a sottolineare la problematicitΓ  delle rappresentazioni delle minoranze e in particolar modo delle comunitΓ  indigene nel secolo scorso ha sollevato non poche critiche in virtΓΉ della prospettiva utilizzata, che tradisce in un’ultima analisi un malcelato eurocentrismo e un’evidente ipocrisia tutta di stampo occidentale. L’analisi di un film controverso ed epocale come Β«Cannibal HolocaustΒ» di Ruggero Deodato, uscito nelle sale 41 anni fa, ci puΓ² aiutare a capire perchΓ©.

Virus, vampiri e zombie: il tema della pandemia nel Fantastico moderno

GiΓ  presente in opere classiche come l’Iliade e il Decameron, il tema dell’apocalisse pandemica Γ¨ stato sfruttato e indagato negli ultimi secoli soprattutto nell’ambito del Fantastico, nella narrativa come nel cinema: da E.A. Poe a Conan Doyle, da Meyrink e Lovecraft a Richard Matheson e Stephen King; e ancora, sul grande schermo, da registi del calibro di Bergman, Romero, Carpenter, Cronenberg e Gilliam.

“True Detective”, tra realismo fantastico e metapolitica

In allegato potete ascoltare il nostro intervento alla videoconferenza di ieri sera, “Metapolitica delle Serie TV” per G.R.E.C.E. Italie, incentrato sulle implicazioni esoteriche della prima stagione “True Detective” di Nic Pizzolatto, di cui abbiamo giΓ  avuto modo di parlare sulle nostre pagine.


L’influenza di Thomas Ligotti sulla genesi di “True Detective”

Nell’anniversario di nascita di Thomas Ligotti, uno dei massimi esponenti contemporanei della narrativa dell’orrore sovrannaturale, vediamo come il suo saggio “La cospirazione contro la razza umana” ha influenzato la sceneggiatura della prima stagione della serie televisiva “True Detective”, e in particolar modo la genesi della visione del mondo del suo personaggio piΓΉ iconico: il tormentato investigatore Rust Cohle.

L’impero interno: note occulte sul cinema di David Lynch

Torturatore dell’inconscio e degli anfratti oscuri dell’individuo e della realtΓ , David Lynch ha saputo dare vita negli anni a un suo personalissimo modo di fare cinema, pieno di segreti, lati nascosti, altissime e vastissime conoscenze, dalla psicanalisi alle dottrine orientali.

“The Shining”: nei labirinti della psiche e del tempo

Dall’attenta analisi del romanzo di Stephen King (1977) e dell’omologo film di Stanley Kubrick (1980) emergono letture che possiamo definire Β«esotericheΒ»: l’Overlook Hotel come un labirinto/mostro che inghiotte i suoi occupanti e come uno spazio al di fuori del tempo; la sovrapposizione del passato con il presente in un’ottica similare a quella della cosiddetta Β«memoria akashicaΒ»; la Β«luccicanzaΒ» come capacitΓ  sovrannaturale di inserirsi in questo flusso al di fuori del tempo e dello spazio; una concezione degli Stati Uniti d’America alla stregua di un’unico, enorme cimitero indiano (e non solo).

Da “L’invasione degli ultracorpi” a “La Cosa”: l’infezione, la possessione e la disumanizzazione

Come superbamente sottolineato da Thomas Ligotti, “Invasion of the Body Snatchers” di Don Siegel (ma ancora di piΓΉ il remake di Philip Kaufman) e “The Thing” di John Carpenter trasportano sul grande schermo uno dei fantasmi piΓΉ perturbanti della nostra epoca,Β che potremmo definire il triplice Β«spettro della disumanizzazioneΒ»: disumanizzazione della specie umana a causa dell’azione invasiva di un agente alieno; disumanizzazione della collettivitΓ  umana nei confronti dei propri simili; disumanizzazione dell’individuo umano nel suo aspetto piΓΉ intimo.

Una Morte Rossa nella grigia Venezia

Da Montague Rhodes James a “Hereditary” di Ari Aster

In alcuni dei piΓΉ terrificanti racconti di Montague Rhodes James emerge la tematica hoffmanniana-ligottiana dell’uomo come burattino o marionetta, in balia di entitΓ  demoniache che si celano dietro le quinte del reale: particolarmente riuscito Γ¨ “The Haunted Doll’s House”, che ha parzialmente ispirato il film “Hereditary” di Ari Aster.


“Midsommar”: l’incoronazione della Bella e la cacciata della Bestia

Il film “folk-horror” di Ari Aster inscena una cerimonia di Mezza Estate ispirandosi agli antichi riti europei di fine inverno e Calendimaggio: al di lΓ  delle imprecisioni e delle licenze poetiche, il fulcro della narrazione va riconosciuto nella “discesa agli inferi” e nella successiva rinascita della protagonista Dani, una iniziazione che ovviamente richiede un sacrificio.