Categoria: Antropologia (pagina 8)
Dallo Sciamanesimo Siberiano allo Yungdrung BΓΆn: unβipotesi sul BΓΆn Preistorico dellβEurasia
Retrospettiva sullo sciamanesimo dell’Asia centrale e settentrionale, a partire da Mircea Eliade, e sulle sue ‘corrispondenze’ con l’antichissimo complesso cultuale delΒ Bon Preistorico dellβEurasia, da non confondersi con loΒ Yungdrung BΓΆn del XI secolo
Omero, Eraclito e l’enigma dei pidocchi
L’indovinello dei pidocchi posto a Omero dai ragazzini figli di pescatori, e ripreso dopo due secoli e mezzo da Eraclito, ci consente una riflessione sulla valenza dell’Enigma nell’antica Ellade.
Amleto, ovvero dellβinfinito e dellβazione
Ritratto mitico-antropologico del protagonista di uno dei drammi shakespeariani piΓΉ paradigmatici: riflessioni sull’Uomo Dionisiaco di fronte al MΓ¦lstrΓΆm e al non-senso, sul “confine” dove Amleto regna come “Fool”, sulla dicotomia esistente fra visibile-tangibile e invisibile-intangibile.
Il “tapas”, la libido e la vittoria sulla necessitΓ
Le tappe dello sviluppo della coscienza sono racchiuse nel mito, il quale conduce alla realizzazione consapevole del destino individuale, la cura come riattualizzazione del mito diventa mitobiografia in un percorso che da Jung, attraverso Neumann e Bernhard arriva fino a Romano MΓ dera.
Il mito dell’occultamento nelle tradizioni eurasiatiche
Breve excursus lungo il percorso storico, filosofico e religioso attraverso il quale si Γ¨ sviluppato il tema dell’occultamento del divino nel grande spazio eurasiatico: un tema che dimostra una volta in piΓΉ l’unitΓ spirituale primordiale di questo vasto continente interiore
Riflessioni sul vegetarianismo
Esiste una catena che va dal βnutrimentoβ invisibile e immobile del minerale, a quello primordialmente articolato della pianta, a quello della bestia erbivora e poi carnivora, in cui la caduta originale si manifesta per la prima volta in forma drammatica, a quello umano, in cui Γ¨ massima la tensione tra colpa e redenzione
SacralitΓ , mito e divinitΓ nella civiltΓ degli antichi Sardi
Terra d’elezione di una Γ©lite eroica e guerriera che viveva pervasa dalla dimensione del Sacro, la Sardegna puΓ² essere, a ragione, annoverata tra i piΓΉ importanti centri spirituali dell’antichitΓ : obiettivo di questo studio Γ¨ ricostruire attraverso le lenti della storia, del mito e della tradizione lo sviluppo dell’ancestrale ethnos sardo e della sua cultura
Viaggio in Mongolia: le confessioni di Bolod il Buriato
Il nostro secondo reportage di viaggio, per gli amici de Il Cartello, sulla Mongolia:Β dai culti sciamanici all’Impero di Gengis Khan, dal Lamaismo buddhista alla dominazione sovietica
Cimmeri, Sciti e Sarmati: i popoli iranici dell’antica Eurasia
Viaggio alla scoperta delle antiche popolazioni indoeuropee di cavalieri guerrieri che occuparono, durante l’etΓ del ferro, il vasto territorio compreso fra l’Est Europa, il Caucaso e le steppe dell’Asia centrale
Animali spirituali: tradizioni native del Canada subartico
La ‘spiritualizzazione’ degli animali e le loro rispettive funzioni archetipicali nella visione olistica dei nativi americani dell’estremo nord
RenΓ© GuΓ©non: “Sul significato delle feste carnevalesche”
L’insuperata analisi da parte dell’esoterista francese sul senso tradizionale del Carnevale, del Β«mondo alla rovesciaΒ» e delle mascherate
Le lontane origini del Carnevale sardo
Un avvincente viaggio alla scoperta del legame tra le festivitΓ carnevalesche, fiore all’occhiello del folklore della Sardegna, e i culti ancestrali che ne segnarono il passato
Vita da gher: il nomadismo in Mongolia
Il popolo Berbero: tra carovane, deserti e oasi
Gli Imazighen (β΅β΅β΄°β΅£β΅β΅β΄»β΅, βgli uomini liberiβ) sono probabilmente uno dei casi piΓΉ autentici, longevi e interessanti di popolazione nomade che sia giunto fino ai nostri tempi. Meglio conosciuti come Berberi (poichΓ© chiamati al-barbar dagli arabi), sono lβultima popolazione nomade attualmente presente nella zona geografica del Sahara. Di essi si sa ben poco se non informazioni che giungono a noi dalle cronache degli imperi e regni (poi dissoltisi nel corso dei secoli) che hanno avuto a che fare con loro per vicinanza geografica e ragioni economiche (egizi e romani in primis).
Jack Fiddler, l’ultimo cacciatore di Wendigo
(articolo di Gian Mario Mollar, originariamente pubblicato su FarWest)
Il suo nome Ojibwa era Zhauwuno-Geezhigo-Gaubow, Β«Colui che si staglia contro il cielo del sudΒ», e, nel dialetto Cree, Maisaninnine o Mesnawetheno, Β«Uomo di stileΒ», ma gli uomini bianchi della Hudson Bay Company lo soprannominarono Jack Fiddler.Β Nato tra il 1830 e il 1840 nella terra selvaggia e rigogliosa a nord ovest del Lago Ontario, figlio di un rispettato e temuto sciamano, divenne a sua volta capo e sciamano della tribΓΉ dei Sucker di Sandy Lake. Ai tempi della sua infanzia, la regione era spoglia di animali e di uomini, in quanto la Hudson Bay Company, dedita al Commercio di pellicce, aveva ormai abbandonato lβavamposto dopo anni di caccia intensiva e indiscriminata che avevano impoverito il territorio. La tribΓΉ dei Sucker fu cosΓ¬ costretta a spostarsi piΓΉ a sud, al Big Trout Lake, per commerciare e il giovane Zhauwuno-Geezhigo-Gaubow lavorΓ² per qualche tempo come battelliere, per trasportare le pellicce alla York Factory.Β
Mircea Eliade: “I miti del mondo moderno”
Nel primo capitolo del suo studioΒ Miti, sogni e misteri (pubblicato nel 1957), lo storico delle religioni romeno Mircea Eliade tratta la questione della sopravvivenza del Mito, piΓΉ o meno “mascherato”, nel mondo moderno. L’interrogativo da cui parte la sua analisi Γ¨ il seguente: Β«Che cosa sono diventati i miti nelle societΓ moderne? O meglio: che cosa ha occupato il postoΒ essenziale che il mito aveva nelle societΓ tradizionali?Β».Β Con queste premesse, Eliade indaga dunque la funzione del pensiero mitico nel Novecento, analizzando in primo luogo i diversi tipi di escatologia sottesa ai miti politici della nostra epoca: il “mito comunista” e quello “nazionalsocialista”.
Il simbolismo della Spirale: la Via Lattea, la conchiglia, la “rinascita”
di Marco Maculotti
Avendo analizzatoΒ nei mesi scorsiΒ [cfr. Culti cosmico-agrari dellβantica Eurasia]Β una serie di riti, miti e deitΓ connessi alla tematica della rinascita cosmica, vogliamo in questo appuntamento e nei prossimi concentrare la nostra attenzione suΒ alcuniΒ simboli, cui abbiamo giΓ accennato, cheΒ l’uomo arcaico riconobbe come immagini in grado di elevarlo escatologicamente verso la comprensione diΒ tale mistero.
Le religioni del mistero: soteriologia del culto mithraico e di Attis/Cibele
(immagine a lato: affresco rappresentante Mithra che uccide il toro, II sec. d.C., Marino, Italia)
Negli anni β50 fanno il loro ingresso nel mondo accademico i documenti gnostici di Nag Hammadi, ritrovati nellβimmediato dopoguerra in Egitto, e si poneva nel campo degli studi la necessitΓ di una riflessione sul materiale a disposizione e un ripensamento delle categorie in cui ricadevano i cosiddetti culti misterici. Gli anni tra il β30 e il β40 avevano giΓ apportato nuovi materiali e nuove ipotesi di ricerca: gli studi sul patternΒ o modello mitico-rituale inaugurati in Inghilterra, che ancora risentivano del comparativismo frazeriano, Β«ponevano ormai il tema delle religioni misteriche in una prospettiva piΓΉ vasta per considerarle, una per una, nelle loro radici antiche di religioni nazionali ed etniche β Creta, Egitto, Anatolia e il resto dellβAsia anteriore, superando la limitazione aiΒ culti mistici e soteriologici dβetΓ ellenistico-romana e in particolare quelli relativi a divinitΓ di origine orientaleΒ» come Mithra (Persia), Iside e Osiride (Egitto, Roma), Cibele e Attis (Anatolia), Afrodite/Astarte e Adonis (Fenicia, Grecia) [Da: U. Bianchi, Lo studio delle religioni del mistero, in La soteriologia dei culti orientali nellβImpero romano, Atti del Colloquio internazionale, Roma 24-28 sett. 1979].
Anna Perenna e la fonte dellβeterno ritorno
Sangue, Gens, Genius: riti familiari a Roma antica
di Marco Maculotti
(articolo originariamente pubblicato su L’ora d’Aria,
in data 13 febbraio 2017, e in questa sede rivisionato)





















