Metafisica del Sangue

Il sangue Γ¨ sempre stato considerato, nella storia delle idee, vettore di una potente forza magica e veicolo di un simbolismo complesso e variegato, a cominciare dalle pitture rupestri risalenti al Paleolitico per giungere fino alle tre religioni “del libro” (cristianesimo, islam, ebraismo), passando per i miti cosmogonici delle tradizioni antiche (babilonese, induista, norrena, ecc.), senza ovviamente tralasciare il suo utilizzo nella medicina tradizionale orientale e la sua valenza sacrificale all’interno delle pratiche cerimoniali.

Il Terrore e l’Estasi: “La collina dei sogni” di Arthur Machen

Il 3 marzo del 1863 nacque Arthur Machen, uno dei piΓΉ grandi scrittori della letteratura del Fantastico della sua epoca nonchΓ©, insieme a W.B. Yeats, uno dei piΓΉ importanti alfieri del cosiddetto Β«Celtic RevivalΒ». Dopo aver giΓ  recensito sulle nostre pagine la sua opera prima, Β«The Great God PanΒ», ci occupiamo adesso del suo terzo romanzo, Β«The Hill of DreamsΒ» (1907), forse il suo capolavoro massimo in virtΓΉ dell’unione indissolubile, qui come non mai, tra i due aspetti dicotomici del Sacro nella tradizione gaelica: quello terrifico e quello estatico.

Il “sangue del Sole”: sul sacrificio umano nella tradizione precolombiana

Le antiche tradizioni dell’America centrale e meridionale ritenevano che il Sole, cosΓ¬ come l’acqua, la terra e gli stessi dΓ¨i, per prosperare e garantire la continuazione del mondo, doveva essere regolarmente alimentato con sangue umano, un concetto che proprio presso gli Aztechi divenne di un’importanza assoluta, se non propriamente ossessiva; nondimeno, la medesima concezione si ritrovava anche presso i Maya, i Toltechi, gli Olmechi e gli Inca, come dimostrano le fonti storiche che ci sono giunte.

Il simbolismo della duplice serpe e del “guardiano del tesoro”

All’interno del vastissimo corpus mitico riguardante il simbolismo ofidico esistono alcuni mitologemi, ricorrenti in tutto il mondo, veicolanti certe conoscenze iniziatiche la cui universalitΓ  oltrepassa i confini spaziali e cronologici, come quello della duplice serpe (Caduceo di Mercurio, Iga e Pingala), quello del serpente che stando al di sotto dei mondi o circondando la terra in forma di Ouroboros regge l’intera manifestazione cosmica, e quello del drago nella funzione di Β«Guardiano del tesoroΒ» che l’eroe deve sottomettere e sconfiggere per salvare la Β«PrincipessaΒ».

RenΓ© GuΓ©non: “Le fenditure della grande muraglia”

Secondo il simbolismo tradizionale, queste Β«fenditureΒ» si producono nella Β«Grande MuragliaΒ» che circonda il nostro mondo e lo protegge contro l’intrusione delle influenze malefiche dell’ambito sottile inferiore: nella tradizione islamica attraverso queste Β«fenditureΒ» penetreranno, all’approssimarsi della fine del ciclo, le orde devastatrici di Gog e Magog, che la tradizione induista menziona come i demoni Koka e Vikoka.

La Sheela-na-Gig e il culto dei poteri generativi nel Cristianesimo Celtico

Il culto dei poteri generativi che permeava l’antica religione celtica (e pre-celtica) rimase in auge in Irlanda anche dopo l’avvento del Cristianesimo, al punto che alcuni studiosi parlano di un “Cristianesimo Celtico” che, sotto il velo del nuovo culto, avrebbe mantenuto intatte le antiche dottrine sacre: uno degli indizi piΓΉ pregnanti in questo senso Γ¨ la rappresentazione della Sheela-na-Gig prima nei siti megalitici e nei pozzi sacri e, in seguito, nelle stesse chiese cristiane.

Nord-Sud: la prima dicotomia umana e la separazione del ramo australe

I popoli quasi totalmente sprovvisti di tecniche materiali, come i Pigmei e i Boscimani, conservano un retroterra di strutture religiose piuttosto complesse che non sono passate attraverso lo stadio di un β€œtotemismo originario”, presupposto da certa antropologia culturale di impostazione evoluzionistica come una delle tappe obbligate di un ipotetico andamento progressivo. Da qui, l’ipotesi di un’antichissima diffusione di queste popolazioni pigmoidi, forse da mettere in relazione con la figura vetorotestamentaria di Lilith e con altri personaggi mitici delle tradizioni arcaiche, come Vamana, il quinto avatara di Vishnu, che significativamente appare nell’iconografia sacra con le sembianze di un nano.

Mircea Eliade: “Scienza, idealismo e fenomeni paranormali”

I poteri paranormali non si incontrano esclusivamente presso i primitivi, ma anche presso yogin,Β fakiri, santi di ogni specie, appartenuti a ogni sorta di civiltΓ . Le necessitΓ  dell’argomentazione storicistica hanno forzato il de Martino a limitare le sue comparazioni ai poteri paranormali dei primitivi e a quelli deiΒ mediumΒ moderni. Ma l’autenticitΓ  dei poteri degliΒ yogin, per esempio, pone un altro problema: quello della conquistaΒ lucidaΒ eΒ razionaleΒ di questi poteri paranormali. Non bisogna quindi considerare soltanto un Β«mondo magico storicoΒ» (i primitivi) e una regressione spontanea ma storicamente inautentica in tale mondo (i medium): occorre considerare un altro mondo accessibile, in linea di principio, aΒ tuttiΒ edΒ in qualsiasi momento storico.

RenΓ© GuΓ©non: “Il simbolismo del teatro”

Si puΓ² dire che il teatro sia un simbolo della manifestazione, della quale esprime nel modo piΓΉ perfetto possibile il carattere illusorio; e questo simbolismo puΓ² essere considerato vuoi dal punto di vista dell’attore, vuoi da quello del teatro stesso. L’attore Γ¨ un simbolo del Β«Sé», ovvero della personalitΓ , che si manifesta attraverso una serie indefinita di stati e di modalitΓ , i quali possono essere riguardati come altrettante parti diverse; ed Γ¨ da rilevare l’importanza che aveva l’antico uso della maschera per la perfetta esattezza di questo simbolismo.

Hieronymus Bosch e le drΓ΄leries

Estraneo alla rappresentazione idealizzante della natura, Bosch si impose nell’immaginario collettivo come pittore di visioni oniriche, e cosΓ¬ Γ¨ stato in effetti definito nel corso dei secoli fino ai nostri giorni: come pittore del fantastico e del sogno, o anche dell’incubo, pittore del demoniaco e dell’inferno per eccellenza. Eppure le sue opere rimandano sempre ad una realtΓ  altra, in cui le categorie tradizionali di Bellezza, EternitΓ  e Senso sono (ancora) presenti, seppur in forma rinnovata.


Il rito iraniano dell’Ashura, tra religione e politica

Durante la cerimonia dell’ashura gli sciiti si richiamano miticamente all’autosacrificio esemplare del terzo imam Husayn inserendolo nell’ambito cosmologico della guerra cosmica, di derivazione madzeista, tra i principi del bene contro il male; in un continuo connubio tra sfera politica e religiosa, i confini tra le due si fanno sempre piΓΉ confusi, e la dimensione religiosa giustifica il sentimento politico, mentre il sentimento locale sfocia in un dramma di portata globale.


Iside germanica

Sull’identitΓ  della Iside “navale” menzionata da Tacito nella Β«GermaniaΒ» si Γ¨ aperta una vera e propria querelle tra chi la considera un’importazione romana –– che avrebbe il suo riflesso nella pratica del “Navigium Isidis” — e chi, come Georges DumΓ©zil, la ritiene connessa ad una originaria dea germanica, Freyja o Nerthus. Ma, al di lΓ  delle denominazioni, la categoria a cui la dea puΓ² essere ascritta Γ¨ quella piΓΉ ampia delle Grandi Dee del periodo arcaico, comprese anche Rea e Cibele.

L’iniziazione sciamanica e le vie dell’AldilΓ  nella tradizione nordamericana

Similmente alla tradizione europea, anche quella nordamericana riconosce nel periodo del solstizio d’inverno la “porta” d’accesso al mondo dei morti e degli spiriti e, quindi, il tempo adatto alle iniziazioni giovanili e alle cerimonie mascherate, tra cui quella irochese delle “Facce False” e quella kwakiutl dello “Spirito Cannibale”. Queste credenze e pratiche, nonchΓ© l’analisi dei viaggi sciamanici al “Villaggio degli Spiriti”, ci consentono di comprendere le dottrine dei popoli nativi del Nordamerica sulle varie anime che compongono l’essere umano e sul rapporto intrattenuto dai vivi con il mondo degli spiriti.


“Babbo Natale giustiziato”, o l’eterno ritorno di un rito immortale

Con un saggio dal titolo provocatorio, β€œBabbo Natale giustiziato”, Claude LΓ©vi-Strauss si ispira ad un bizzarro evento di cronaca a lui contemporaneo – l’impiccagione e l’olocausto di un fantoccio di Babbo Natale da parte del clero digionese – per giungere alla comprensione del β€œvero significato del Natale”, fondato sul reciproco rapporto tra il mondo dei bambini e quello dei morti. Il metodo di cui si serve a questo scopo Γ¨ un approccio sincronico e di confronto con societΓ  extraeuropee.

Apollo il Distruttore: Β«coincidentia oppositorumΒ» nella mistica e nell’escatologia iperborea

Sebbene considerato per lo piΓΉ nella sua accezione “luminosa” ed “uranica”, nella tradizione arcaica Apollo unisce nella sua mistica ed escatologia le dicotomie piΓΉ estreme: l’arco e la lira, la sapienza e la “mania”, la profonditΓ  e l’elevazione, la catabasi e il viaggio in spirito verso l’Isola Bianca, la “Caduta” dell’Essere e il ritorno dell’EtΓ  dell’Oro. Partendo dalle fonti antiche, noi possiamo ritrovare concezioni simili non solo a quelle dello sciamanesimo nord-asiatico e della spiritualitΓ  celtica, ma persino alla visione sacra di alcuni poeti moderni β€” come Blake, Shelley e Yeats β€” il cui crisma apollineo ci apparirΓ  piΓΉ chiaro se analizziamo la loro “Weltanschauung” alla luce delle dottrine platoniche ed eraclitee.

Aure e luci interiori

Siccome la percezione di un chiarore caratterizza l’apparizione del divino, da sempre al numinoso si Γ¨ associato il luminoso. Il grande dilemma che Walter Benjamin propone Γ¨ se l’impressione visiva sia determinata esclusivamente dalla biologia dell’occhio umano o sia anche connotata da specificitΓ  culturali e storiche. In questo contributo si cerca di ricostruire come l’esperienza della luce in Occidente sia mutata nei secoli per intensitΓ  e repentinitΓ  e come le sue modalitΓ  di manifestazione si siano modificate.


Dioniso allo specchio: la maschera, il Daimon e la metafisica dell’Β«altro-da-sé»

La maschera e la metafisica dell’Β«altro-da-sé»: le iniziazioni giovanili nell’antica Roma e i simbolismi dionisiaci secondo KΓ‘roli KerΓ©nyi e Walter Otto; l’Β«archetipicitΓ  e paradigmaticitΓ  dell’uomo arcaicoΒ» che, secondo Mircea Eliade, Β«si riconosce “veramente se stesso”, soltanto nella misura in cui cessa proprio di esserloΒ»; il Daimon e la Β«Maschera antiteticaΒ» nella Visione di W.B. Yeats; Dioniso allo specchio, Vishnu che sognando crea gli innumerevoli mondi e il Β«dio solipsistico del sognoΒ» di Thomas Ligotti.

L’interioritΓ  si forma in cronosfere

Nella nostra psiche, soprattutto nell’inconscio, il tempo non Γ¨ solo scandito da intervalli misurabili numericamente, come quelli di un cronometro, nΓ© dalle relazioni di causa ed effetto, ma anche da tanti istanti qualitativi che riverberano l’un con l’altro con ritmi propri.

Sud e Magia: il Meridione tra arcaismi e precarietΓ  storica

L’Italia e in particolare il Meridione conoscono ancora oggi una forte presenza di pratiche arcaiche di matrice magico-religiosa: Γ¨ questo il campo di indagine in cui si distinguono gli studi di Ernesto de Martino, antropologo napoletano noto per aver documentato in prima persona e per aver interpretato le usanze e le credenze (come il malocchio e la fascinazione, la fattura e la jettatura) di cui Γ¨ tutt’oggi pregna la societΓ  meridionale.

L’umanesimo degli antichi Egizi e la sua attualitΓ  (II)

Nelle due dimensioni dell’Essere per gli antichi Egizi, wnn (l’esistenza assoluta) e αΈ«pr (l’esistenza relativa dei singoli esseri), agisce lo spirito, il soffio vitale, ankh, il cui geroglifico Γ¨ la famosa crux ansata;Β l’altro fondamentale principio cosmico egizio era la Maat, traducibile con Β«Giustizia-VeritΓ Β», Β«OrdineΒ» o Β«EquilibrioΒ» cosmico, contrapposta all’isft, il caos, il disordine, la degenerazione.