Categoria: Cristianesimo (pagina 2)
Il “Punto Omega”: dove Mircea Eliade e Teilhard de Chardin si incontrano
Il 10 aprile 1955 morΓ¬ il teologo, filosofo e paleontologo francese Teilhard de Chardin. Le sue concezioni ‘eretiche’ ed escatologiche trovarono un punto di intersecazione in quelle dello storico delle religioni rumeno nell’idea del Cristo Universale, della religiositΓ cosmica e del “Punto Omega” in cui la storia avrebbe conosciuto la sua estinzione.
Ildegarda di Bingen, la Sibilla del Reno
Nella decadenza di un mondo governato da soli uomini, unβintrepida monaca dallo spirito guerriero non esita a sferzare le coscienze di papi e imperatori. Mistica e profetessa, teologa e filosofa, leader e predicatrice, compositrice e medico, quella di Ildegarda di Bingen Γ¨ una delle voci piΓΉ originali del XII secolo. Ne ripercorriamo insieme le avventurose vicende.
Cristiani e pagani: un conflitto inconciliabile?
Ripercorriamo il millenario rapporto tra monoteismo e politeismo, dallβEuropa romana a quella medievale.
Il Logos e la conoscenza di Dio nel Neoplatonismo di Clemente Alessandrino
Negli “Stromateis”, scritti nel III secolo, Clemente Alessandrino istituisce una piΓΉ profonda analogia tra la veritΓ -Logos, coeterna e coestensiva a Dio, e lβeone cosmico, aiΘn, che raccoglie in sΓ© presente, futuro e passato: alla scansione temporale, espressione tipica della creazione, si connette lβarticolazione della parti del cosmo; cosΓ¬ Β«colui che ricomporrΓ le parti diverse e le riunificherΓ , contemplerΓ senza rischio […] il Logos nella sua perfezione, cioΓ¨ la veritΓ Β».
Figli di un dio minore: elementi gnostici nei manoscritti di Nag Hammadi
La scoperta di un’intera “biblioteca gnostica” a Nag Hammadi, in Egitto, nel 1945, ha rivelato al mondo il “pessimismo cosmico” di alcune tra le prime congreghe cristiane del Vicino Oriente, basato sulla differenza ontologica tra l’inconoscibile Dio-Padre dei Vangeli sinottici e il “Dio di questo mondo”, figura che presenta notevoli corrispondenze ma anche sensibili distinzioni con il Demiurgo platonico.
Apparizioni Mariane & “Dame Bianche”
L’analisi dellβaspetto archetipale delle Apparizioni Mariane al di lΓ dei dogmi cattolici ci permette di metterne in luce alcune caratteristiche inaspettate e ricorrenti che sembrano non presentare soluzione di continuitΓ con i culti precristiani.
Considerazioni sulla questione della ierolingua nel Medioevo (II)
Nel suo millenario percorso la filosofia cristiana medievale si ritrova ad affrontare le questioni della creazione dell’universo attraverso la Parola divina, della lingua adamitica e della confusione post-babelica a cui si attribuisce la molteplicitΓ delle lingue umane. Nonostante la dogmatica adesione al canone biblico e ai fondamentali riferimenti platonici ed aristotelici, importanti contributi a questo studio verranno da una parte dalla dottrina esoterica del Giudaismo, la Qabbalah, dall’altra dall’opera di Dante Alighieri.
Considerazioni sulla questione della ierolingua nel Medioevo (I)
La vera origine del linguaggio verbale Γ¨ un mistero che si perde nelle nebbie del piΓΉ remoto passato del genere umano. Questo tema universale e trasversale (al quale si ricollega quello dell’arcano potere della parola e in particolare dell’evocazione dei Nomi Divini) nella civiltΓ occidentale Γ¨ stato oggetto di riflessione speculativa e teologica fin dai tempi della filosofia greca, mantenendo una sua centralitΓ anche nella cultura filosofica del Medioevo cristiano.
L’evoluzione di Dio: la moralizzazione del Sacro fra filosofia delle religioni e psicologia dell’inconscio
PerchΓ© la Scrittura pone, nell’Antico Testamento, il male in Dio, e nel Nuovo Testamento invece fuori di Dio? Da cosa dipende questa evoluzione nella rappresentazione della divinitΓ ? In questo articolo verranno poste in relazione alcune voci fondamentali che hanno studiato il processo di moralizzazione della rappresentazione del divino nelle Scritture: quelle di Rudolf Otto, Sigmund Freud, Carl Gustav Jung e Friedrich Nietzsche.
Il Cuore e la Vulva: un viaggio nelle comuni simbologie
Il presente articolo si pone lβobiettivo di indagare le analogie tra alcune delle preminenti valenze simboliche ed esoteriche del cuore e dellβorgano genitale femminile. Nelle diverse tradizioni della storia umana e, non di rado, anche nel mero linguaggio comune, i due organi, infatti, sono stati spesso associati alle medesime rappresentazioni simboliche, quali quelle del triangolo col vertice verso il basso, del vaso e della caverna. Comunanze rappresentative, queste, che non possono non rinviare intuitivamente ad una comune area di significati.
Il simbolismo dei due solstizi, da Giano bifronte ai due Giovanni
L’antico culto solstiziale, incentrato sulla figura di Giano bifronte, intorno allβ850 venne Β«cristianizzatoΒ» e inserito nella liturgia con i nomi dei due Giovanni: S. Giovanni Evangelista il 27 dicembre, al solstizio dβInverno e S. Giovanni Battista il 24 giugno, al solstizio dβEstate. Dβaltro canto, la dottrina iniziatica aveva riconosciuto nel simbolismo attribuito ai Santi una coincidenza di immagini con la divinitΓ pagana, che andava oltre il dato semplicemente occasionale.
“Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo”: il simbolismo tardo-gotico di DΓΌrer
La celebre incisione di Albrecht DΓΌrer rappresenta lβepifania dellβuomo gettato heideggerianamente nel mondo, il cui destino Γ¨ quello, umanisticamente, di essere Β«faber fortunae suaeΒ», indipendentemente da qualsiasi ostacolo, compreso quello, apparentemente invalicabile, del male, ossia il diavolo, e del tempo, ovvero della decadenza e della morte.




















