Categoria: Esoterismo (pagina 11)
“Il Viaggiatore di Agartha”: il realismo magico di Abel Posse
Nel romanzo iniziatico dello scrittore e diplomatico argentino, pubblicato trent’anni fa e ambientato durante le ultime battute della Seconda Guerra Mondiale, convolano a nozze il Β«realismo magicoΒ» di Pauwels e Bergier, le dottrine esoteriche della Scuola Teosofica di fine Ottocento β che poi influenzarono le societΓ segrete mitteleuropee Thule e Vril β e la leggenda orientale del regno sotterraneo degli Immortali. Sullo sfondo, un’Europa ormai allo stremo e un Tibet che da lΓ¬ a pochi anni avrebbe conosciuto la tragedia indelebile dell’invasione cinese.
Plutone e i transiti dei tempi
Nel 2009 Plutone, Β«signore del semeΒ» β il cui ciclo della durata di circa 248 anni favorisce il Β«diversificarsi delle generazioniΒ» β, Γ¨ ritornato in Capricorno, posizione che ricopriva nella seconda metΓ del Settecento quando si verificΓ² l’avvento dell’Illuminismo. Cerchiamo qui di analizzare come le influenze plutoniche abbiano influito sulla storia degli ultimi secoli, mettendone in risalto tutti i transiti zodiacali avvenuti dal 1763 ad oggi, segno per segno.
La sofferenza della terra: la sovrappopolazione e i miti di spopolamento in India, Iran e Grecia
Il mitologema della Β«stanchezza cosmicaΒ» e della Β«sofferenza della terraΒ», a cui segue immancabilmente un’azione divina volta allo spopolamento del pianeta — che sia una guerra tra dΓ¨i o un diluvio inviato dal cielo — per bilanciarne gli equilibri irrimediabilmente compromessi, si ritrova con notevoli corrispondenze in diverse tradizioni indoeuropee, o piuttosto indomediterranee: in India e Iran cosΓ¬ come nell’antica Grecia, e in parte anche nella tradizione veterotestamentaria.
Da Cibele a Demetra, i diversi volti della Madre Terra, ovvero dellβeclittica
Dalla tradizione frigia riguardante Cibele, Β«dea della montagna e delle fiereΒ», a quella indiana di Aditi, Β«inesauribile sorgente dell’abbondanzaΒ», fino alle differenti divinitΓ elleniche quali Rea, Demetra, Temi, Meti (senza dimenticare le varie deitΓ collettive, sempre femminili, del destino), emerge una lettura astroteologica che puΓ² fare luce sulle suddette Β«Dee Madri della TerraΒ», a patto che quest’ultima venga intesa, seguendo gli studi di Santillana, Dechend e Richer (oltre che gli indizi platonici), nel significato di eclittica.
Mircea Eliade: “I cicli cosmici e la storia”
Β«Anche nel quadro delle tre grandi religioni iranica, giudaica e cristiana, che hanno limitato la durata del cosmo a un certo numero di millenni, e affermano che la storia cesserΓ definitivamente in illo tempore, sussistono tracce dell’antica dottrina della rigenerazione periodica della storiaΒ»: dottrina antichissima che Eliade, nel suo saggio “Il mito dell’eterno ritorno”, riscontra nella tradizione babilonese, induista, buddista, germanica ed ellenica.
Metafisica del Sangue
Il sangue Γ¨ sempre stato considerato, nella storia delle idee, vettore di una potente forza magica e veicolo di un simbolismo complesso e variegato, a cominciare dalle pitture rupestri risalenti al Paleolitico per giungere fino alle tre religioni “del libro” (cristianesimo, islam, ebraismo), passando per i miti cosmogonici delle tradizioni antiche (babilonese, induista, norrena, ecc.), senza ovviamente tralasciare il suo utilizzo nella medicina tradizionale orientale e la sua valenza sacrificale all’interno delle pratiche cerimoniali.
Cronache della Fine: dal “Terrore” di Machen al “Colore” di Lovecraft
In occasione dell’83esimo anniversario dalla morte di H.P. Lovecraft, avvenuta il 15 marzo 1937, e visto il periodo di stasi che stiamo vivendo, quale migliore occasione per rileggere uno dei suoi racconti piΓΉ terrificanti, “Il Colore venuto dallo Spazio”, mettendone in luce i parallelismi con un altro romanzo apocalittico uscito piΓΉ di un secolo fa che ad oggi pare cosΓ¬ profetico, “Il Terrore” di Arthur Machen?
Il Terrore e l’Estasi: “La collina dei sogni” di Arthur Machen
Il 3 marzo del 1863 nacque Arthur Machen, uno dei piΓΉ grandi scrittori della letteratura del Fantastico della sua epoca nonchΓ©, insieme a W.B. Yeats, uno dei piΓΉ importanti alfieri del cosiddetto Β«Celtic RevivalΒ». Dopo aver giΓ recensito sulle nostre pagine la sua opera prima, Β«The Great God PanΒ», ci occupiamo adesso del suo terzo romanzo, Β«The Hill of DreamsΒ» (1907), forse il suo capolavoro massimo in virtΓΉ dell’unione indissolubile, qui come non mai, tra i due aspetti dicotomici del Sacro nella tradizione gaelica: quello terrifico e quello estatico.
Il “sangue del Sole”: sul sacrificio umano nella tradizione precolombiana
Le antiche tradizioni dell’America centrale e meridionale ritenevano che il Sole, cosΓ¬ come lβacqua, la terra e gli stessi dΓ¨i, per prosperare e garantire la continuazione del mondo, doveva essere regolarmente alimentato con sangue umano, un concetto che proprio presso gli Aztechi divenne di unβimportanza assoluta, se non propriamente ossessiva; nondimeno, la medesima concezione si ritrovava anche presso i Maya, i Toltechi, gli Olmechi e gli Inca, come dimostrano le fonti storiche che ci sono giunte.
Il simbolismo della duplice serpe e del “guardiano del tesoro”
All’interno del vastissimo corpus mitico riguardante il simbolismo ofidico esistono alcuni mitologemi, ricorrenti in tutto il mondo, veicolanti certe conoscenze iniziatiche la cui universalitΓ oltrepassa i confini spaziali e cronologici, come quello della duplice serpe (Caduceo di Mercurio, Iga e Pingala), quello del serpente che stando al di sotto dei mondi o circondando la terra in forma di Ouroboros regge l’intera manifestazione cosmica, e quello del drago nella funzione di Β«Guardiano del tesoroΒ» che l’eroe deve sottomettere e sconfiggere per salvare la Β«PrincipessaΒ».
RenΓ© GuΓ©non: “Le fenditure della grande muraglia”
Secondo il simbolismo tradizionale, queste Β«fenditureΒ» si producono nella Β«Grande MuragliaΒ» che circonda il nostro mondo e lo protegge contro lβintrusione delle influenze malefiche dellβambito sottile inferiore: nella tradizione islamica attraverso queste Β«fenditureΒ» penetreranno, allβapprossimarsi della fine del ciclo, le orde devastatrici di Gog e Magog, che la tradizione induista menziona come i demoni Koka e Vikoka.
La Sheela-na-Gig e il culto dei poteri generativi nel Cristianesimo Celtico
Il culto dei poteri generativi che permeava l’antica religione celtica (e pre-celtica) rimase in auge in Irlanda anche dopo l’avvento del Cristianesimo, al punto che alcuni studiosi parlano di un “Cristianesimo Celtico” che, sotto il velo del nuovo culto, avrebbe mantenuto intatte le antiche dottrine sacre: uno degli indizi piΓΉ pregnanti in questo senso Γ¨ la rappresentazione della Sheela-na-Gig prima nei siti megalitici e nei pozzi sacri e, in seguito, nelle stesse chiese cristiane.
Nord-Sud: la prima dicotomia umana e la separazione del ramo australe
I popoli quasi totalmente sprovvisti di tecniche materiali, come i Pigmei e i Boscimani, conservano un retroterra di strutture religiose piuttosto complesse che non sono passate attraverso lo stadio di un βtotemismo originarioβ, presupposto da certa antropologia culturale di impostazione evoluzionistica come una delle tappe obbligate di un ipotetico andamento progressivo. Da qui, l’ipotesi di un’antichissima diffusione di queste popolazioni pigmoidi, forse da mettere in relazione con la figura vetorotestamentaria di Lilith e con altri personaggi mitici delle tradizioni arcaiche, come Vamana, il quinto avatara di Vishnu, che significativamente appare nell’iconografia sacra con le sembianze di un nano.
Mircea Eliade: “Scienza, idealismo e fenomeni paranormali”
I poteri paranormali non si incontrano esclusivamente presso i primitivi, ma anche presso yogin,Β fakiri, santi di ogni specie, appartenuti a ogni sorta di civiltΓ . Le necessitΓ dell’argomentazione storicistica hanno forzato il de Martino a limitare le sue comparazioni ai poteri paranormali dei primitivi e a quelli deiΒ mediumΒ moderni. Ma l’autenticitΓ dei poteri degliΒ yogin, per esempio, pone un altro problema: quello della conquistaΒ lucidaΒ eΒ razionaleΒ di questi poteri paranormali. Non bisogna quindi considerare soltanto un Β«mondo magico storicoΒ» (i primitivi) e una regressione spontanea ma storicamente inautentica in tale mondo (i medium): occorre considerare un altro mondo accessibile, in linea di principio, aΒ tuttiΒ edΒ in qualsiasi momento storico.
RenΓ© GuΓ©non: “Il simbolismo del teatro”
Si puΓ² dire che il teatro sia un simbolo della manifestazione, della quale esprime nel modo piΓΉ perfetto possibile il carattere illusorio; e questo simbolismo puΓ² essere considerato vuoi dal punto di vista dell’attore, vuoi da quello del teatro stesso. L’attore Γ¨ un simbolo del Β«Sé», ovvero della personalitΓ , che si manifesta attraverso una serie indefinita di stati e di modalitΓ , i quali possono essere riguardati come altrettante parti diverse; ed Γ¨ da rilevare l’importanza che aveva l’antico uso della maschera per la perfetta esattezza di questo simbolismo.
Hieronymus Bosch e le drΓ΄leries
Estraneo alla rappresentazione idealizzante della natura, Bosch si impose nell’immaginario collettivo come pittore di visioni oniriche, e cosΓ¬ Γ¨ stato in effetti definito nel corso dei secoli fino ai nostri giorni: come pittore del fantastico e del sogno, o anche dellβincubo, pittore del demoniaco e dellβinferno per eccellenza. Eppure le sue opere rimandano sempre ad una realtΓ altra, in cui le categorie tradizionali di Bellezza, EternitΓ e Senso sono (ancora) presenti, seppur in forma rinnovata.





















