Categoria: Folklore (pagina 7)
Il mito dell’occultamento nelle tradizioni eurasiatiche
Breve excursus lungo il percorso storico, filosofico e religioso attraverso il quale si Γ¨ sviluppato il tema dell’occultamento del divino nel grande spazio eurasiatico: un tema che dimostra una volta in piΓΉ l’unitΓ spirituale primordiale di questo vasto continente interiore
La Masnada di Hellequin: da Wotan a Re ArtΓΉ, da Herla ad Arlecchino
Seconda e ultima parte della panoramica dedicata ai “mirabilia” nell’Occidente medievale, al mitologema dell’“esercito dei morti” e alla “Caccia Selvaggia”
Il Meraviglioso nel Medioevo: i “mirabilia” e le apparizioni dell’ “exercitus mortuorum”
Una panoramica su come il Meraviglioso e l’irrazionale sono sopravvissuti, nella cultura popolare, all’avvento del cristianesimo, con un particolare occhio di riguardo alle apparizioni dei morti e soprattutto dell’ “esercito furioso”, la cui trattazione proseguirΓ nella seconda parte di questo esauriente studio
“Pendaβs Fen”: il daimon sacro dellβ ingovernabilitΓ
La rivolta contro il mondo moderno e il cammino iniziatico del giovane Stephen attraverso il suo incontro con angeli, demoni e le antiche potenze pagane della Madreterra inglese, in questo gioiello misconosciuto del folk-horror britannico anni Settanta.
Jean Markale: lβAltro Mondo nel Druidismo e nel Cristianesimo Celtico
Disamina dello studioso francese sulle credenze riguardanti l’AldilΓ nella tradizione druidica-gaelica e su come, con l’avvento del Cristianesimo, esse sfociarono nella letteratura delle “navigazioni” e nella canonizzazione del Purgatorio.
Animali spirituali: tradizioni native del Canada subartico
La ‘spiritualizzazione’ degli animali e le loro rispettive funzioni archetipicali nella visione olistica dei nativi americani dell’estremo nord
RenΓ© GuΓ©non: “Sul significato delle feste carnevalesche”
L’insuperata analisi da parte dell’esoterista francese sul senso tradizionale del Carnevale, del Β«mondo alla rovesciaΒ» e delle mascherate
Le lontane origini del Carnevale sardo
Un avvincente viaggio alla scoperta del legame tra le festivitΓ carnevalesche, fiore all’occhiello del folklore della Sardegna, e i culti ancestrali che ne segnarono il passato
Imbolc, la triplice dea Brigit e l’incubazione della primavera
Dietro la maschera cristiana della Candelora e Santa Brigida, l’inizio di febbraio ci riporta alle antiche festivitΓ precristiane riguardanti la Triplice Dea e l’attesa dell’imminente rinascita della natura.
I Si-Te-Cah, antichi giganti del Nevada, e il mistero dei “Mounds”
Dalle antiche leggende delle tradizioni native alle spedizioni archeologiche di Thomas Jefferson fino alla misteriosa questione del presunto ‘cover up’ da parte dello Smithsonians Institute Β
L’accesso all’Altro Mondo nella tradizione sciamanica, nel folklore e nelle “abduction”
Lo studio del tema dell’Β«accesso difficile all’altro mondoΒ» rivela indiscutibili corrispondenze fra diversi fenomeni considerati “sovrannaturali” dalla scienza sperimentale.
I “Ghost Riders”, la “Chasse-Galerie” e il mito della Caccia Selvaggia
(immagine:Β Henri Lievens, “Wild Hunt”)
«Un vecchio cowboy uscì a cavallo in una giornata fosca e ventosa/ si riposò su una cresta mentre andava per la sua strada». Inizia così una delle più belle e famose canzoni country di tutti i tempi: (Ghost) Riders in the Sky: A Cowboy Legend.
Lussi, la “Luminosa”: il doppio pagano e “oscuro” di Santa Lucia
BenchΓ© molti conoscano la tradizione cristiana di Santa Lucia e l’abbiano festeggiata da bambini secondo i costumi piΓΉ recenti, il piΓΉ delle volte viene ignorato il substrato pre-cristiano da cui questa festivitΓ , e la figura numinosa ad essa adibita, deriva.
Yenaldooshi, lo “Skinwalker” mutaforma del folklore Navajo
Skinwalker, βColui che cammina nella pelleβ, Γ¨ una parola inglese che traduce in modo impreciso il termine navajo Yenaldooshi o Naglooshi,Β che significa letteralmente βcon esso, cammina su tutte e quattroβ.Β Entrambe queste definizioni si riferiscono a un particolare tipo di βmutaformaβ del folklore Navajo, uno stregone in grado di assumere le forme di diversi animali indossandone la pelle. Gli Skinwalkers possono tramutarsi in lupo, cervo, corvo, gufo o anche in palle di fuoco sfreccianti nel cielo, ma la metamorfosi piΓΉ ricorrente che viene a loro associata Γ¨ quella in coyote. Il risultato Γ¨ un ibrido mostruoso, che si aggira di notte nelle terre desolate del sud ovest degli Stati Uniti, recando dolore e tormento agli uomini. Gli Skinwalkers possono muoversi a grande velocitΓ , tanto da eguagliare unβauto in corsa, ma i loro movimenti non sono mai del tutto naturali: le impronte che lasciano sul suolo sono scoordinate, e cβΓ¨ chi racconta di averli visti correre allβindietro, con gli arti ritorti in posizioni impossibili.
I rapimenti dei Fairies: il “changeling” e il βrinnovamento della stirpeβ
Il nostro ciclo “Magonia” prosegue con un’analisi dei racconti di rapimenti di esseri umani da parte del Β«popolo fatatoΒ», con una particolare attenzione per il fenomeno conosciuto come Β«changelingΒ», i rapimenti di neonati e nutrici, l’ipotesi del Β«rinnovamento della stirpeΒ» feerica e, infine, un confronto con le cosiddette Β«abductions alieneΒ».
Jack Fiddler, l’ultimo cacciatore di Wendigo
(articolo di Gian Mario Mollar, originariamente pubblicato su FarWest)
Il suo nome Ojibwa era Zhauwuno-Geezhigo-Gaubow, Β«Colui che si staglia contro il cielo del sudΒ», e, nel dialetto Cree, Maisaninnine o Mesnawetheno, Β«Uomo di stileΒ», ma gli uomini bianchi della Hudson Bay Company lo soprannominarono Jack Fiddler.Β Nato tra il 1830 e il 1840 nella terra selvaggia e rigogliosa a nord ovest del Lago Ontario, figlio di un rispettato e temuto sciamano, divenne a sua volta capo e sciamano della tribΓΉ dei Sucker di Sandy Lake. Ai tempi della sua infanzia, la regione era spoglia di animali e di uomini, in quanto la Hudson Bay Company, dedita al Commercio di pellicce, aveva ormai abbandonato lβavamposto dopo anni di caccia intensiva e indiscriminata che avevano impoverito il territorio. La tribΓΉ dei Sucker fu cosΓ¬ costretta a spostarsi piΓΉ a sud, al Big Trout Lake, per commerciare e il giovane Zhauwuno-Geezhigo-Gaubow lavorΓ² per qualche tempo come battelliere, per trasportare le pellicce alla York Factory.Β
Il simbolismo della Spirale: la Via Lattea, la conchiglia, la “rinascita”
di Marco Maculotti
Avendo analizzatoΒ nei mesi scorsiΒ [cfr. Culti cosmico-agrari dellβantica Eurasia]Β una serie di riti, miti e deitΓ connessi alla tematica della rinascita cosmica, vogliamo in questo appuntamento e nei prossimi concentrare la nostra attenzione suΒ alcuniΒ simboli, cui abbiamo giΓ accennato, cheΒ l’uomo arcaico riconobbe come immagini in grado di elevarlo escatologicamente verso la comprensione diΒ tale mistero.
I segreti di Twin Peaks: il “Male che viene dal bosco”
di Marco Maculotti
Β«Ci rivedremo fra 25 anniΒ»βcosΓ¬ promise Laura Palmer, intrappolata nella dimensione parallela denominata Β«Loggia NeraΒ», allβagente Dale Cooper nellβultima puntata della seconda stagione de I segreti di Twin Peaks, andata in onda in U.S.A. il 10 giugno 1991. Quella che fino a poco tempo fa sembrava destinata a rimanere una promessa senza seguito Γ¨ invece ora sul punto di essere mantenuta: il 21 maggio andrΓ infatti in onda in America la prima puntata della terza, attesissima stagione del serial, che riprenderΓ il discorso esattamente da dove lo avevamo lasciato, con uno iato di un quarto di secolo. In attesa che lβepisodio pilota della nuova stagione giunga sui nostri schermi televisivi (26 maggio, sul canale Sky Atlantic) vogliamo proporre ai nostri lettori unβanalisi dei temi piΓΉ specificamente βesotericiβ che hanno reso Twin Peaks un vero e proprio evento mediatico degli anni Novanta.
UmanitΓ antidiluviane, giganti, “gentili”
Continuiamo in questa sede il discorso sulla tradizione andina, precedentemente affrontato nei quattro articoli che abbiamo giΓ pubblicato su A X I S m u n d i [cfr. Β«Quaderni AndiniΒ», in Antica America]. In chiusura, avremo modo anche di operare qualche confronto con altre tradizioni, tra cui quella messicana, ellenica, celtica e norrena).
di Marco Maculotti
copertina: Machu Picchu, foto dell’Autore
Strettamente connessa alla dottrina dei cicli e del pachacutiΒ [cfr. Pachacuti: cicli di creazione e distruzione del mondo nella tradizione andina] Γ¨ la credenza nellβesistenza di antiche razze proto-umane che popolarono il nostro pianeta prima dell’avvento del βQuinto Soleββrazze che, come abbiamo visto [cfr. Viracocha e i miti delle origini: creazione del mondo, antropogenesi, miti di fondazione], vengono ciclicamente eliminate, al finire di ogni βGrande Annoβ, da un evento catastrofico, per lasciare posto allβumanitΓ del ciclo successivo (similmente al mito esiodeo).
Lupercalia: le celebrazioni catartiche della Februa
di Ascanio Modena Altieri
originariamente pubblicato su L’Intellettuale Dissidente
I primi raggiΒ della civiltΓ di Roma e del mito nazionale Italico iniziano la loro grandiosa opera tra le contrade della Terra. Il colle Palatino Γ¨ dimora della Lupa, la nutrice, salvatrice della divina coppia di infanti dalle acque del Tevere e dal maligno re di Alba Longa Amulio. Alle pendici del futuro colle dei Principi, dalle alte querce e dai favolosi boschi, si trova il Lupercale, la mitica grotta, casa della fatale fiera, ove il sangue delle prede e il latte delle mammelle si mischiano in un binomio di colori che, fra qualche secolo, diverrΓ imperitura impronta rituale e celebrativa. Non potevano tardare perΓ² ausili del fausto destino: i pastori consanguinei, Faustolo e Plistino, trovarono i due nobili in fasce e, previo sacro consenso della femminea bestia, decisero di portare i due nella loro capanna sul colle, pronti un giorno, a raccontare quale dignitosissimo sangue Γ¨ quello che sgorga nelle loro vene. In principio fu Acca Larenzia, moglie di Faustolo, a prendersi cura dei figli del Dio Marte e di Rea Silvia, nella casa sul Palatino, finchΓ© i due non si appropriarono, in modalitΓ differenti, delle giΓ segnate sorti.





















