“When the stars will be right”: H.P. Lovecraft tra profezia e Apocalisse

In racconti come “Il richiamo di Cthulhu” (1926) e “Nyarlathotep” (1920) Howard Phillips Lovecraft previde la crisi della civiltΓ  occidentale a cui stiamo assistendo oggi, a un secolo di distanza: da questo punto di vista sono da inquadrare la sterminata sequela di orrendi casi di cronaca nera, spia di un mondo in preda a un’angoscia insanabile e pervasiva, in cui le stagioni hanno alterato il loro ciclo naturale e in cui guerre e rivoluzioni si susseguono continuamente, gettando l’umanitΓ  in una situazione di crisi apparentemente irreversibile, destinata a sfociare, Β«quando le stelle saranno ritornate alla posizione giustaΒ», in una Β«Nuova EtΓ  OscuraΒ».

CiviltΓ  del mondo sotterraneo nella narrativa fantascientifica

Il topos delle civiltΓ  sotterranee sembra ricorrente nella storia del pensiero umano, che si tratti di mito, folklore, conoscenze esoteriche, realtΓ  alternativa o β€œsemplice” fantascienza, al punto che talvolta si ha difficoltΓ  a etichettare le varie versioni del topos in una categoria piuttosto che nell’altra. In questa sede ci occuperemo delle variazioni del topos nella letteratura fantascientifica tra XIX e XX secolo.

Mircea Eliade: Β«Pauwels, Bergier e il Pianeta dei maghiΒ»

Dedicata a scienza e mistero, passato e futuro, archeologia e fantascienza, “PlanΓ¨te” fu una rivista poliedrica, edita da Louis Pauwels e Jacques Bergier, giΓ  autori del libro-culto del Β«realismo fantasticoΒ» “Il mattino dei maghi”, che attirΓ² anche l’attenzione di Mircea Eliade, il quale ne parlΓ² nella sua opera “Occultismo, stregoneria e mode culturali”, pubblicata nel 1976.

β€œOltre il Reale”, o della dignitΓ  letteraria del Fantastico

La letteratura fantastica viene ancora considerata da troppi a malapena paraletteratura; “Oltre il Reale”, il nuovo volume edito da GOG edizioni ci aiuta ad affermare il contrario, analizzando l’opera di cinque tra gli autori piΓΉ importanti del genere dalla fine del XIX secolo ad oggi: Lovecraft, Machen, Meyrink, Tolkien e Ashton Smith.Β 

“H.P. Lovecraft, G. Meyrink & A. Machen: Oltre il Reale”

AXIS mundi e La SocietΓ  dello Zolfo presentano:

“H.P. Lovecraft, G. Meyrink & A. Machen: OLTRE IL REALE”

con Andrea Scarabelli, Marco Maculotti, Roberto Cecchetti

Intervista a cura di Mattia Mazzeo

21 maggio 2020, ore 21:30 — 23:30

Videoconferenza su Facebook

Edgar Allan Poe, cantore dell’abisso

Misconosciuto in vita, Edgar Allan Poe vide pienamente riconosciuto il suo genio solo dopo la morte prematura, come avvenne in seguito anche per H.P. Lovecraft, che ne seguΓ¬ le orme: ad oggi, a quasi due secoli dalla sua dipartita, Poe Γ¨ considerato un autore piΓΉ unico che raro nel narrare l’inconsueto, nell’esplorare i piΓΉ grandi ed atavici terrori dell’uomo, nel rievocare perdute bellezze dei tempi ancestrali.

“The Shining”: nei labirinti della psiche e del tempo

Dall’attenta analisi del romanzo di Stephen King (1977) e dell’omologo film di Stanley Kubrick (1980) emergono letture che possiamo definire Β«esotericheΒ»: l’Overlook Hotel come un labirinto/mostro che inghiotte i suoi occupanti e come uno spazio al di fuori del tempo; la sovrapposizione del passato con il presente in un’ottica similare a quella della cosiddetta Β«memoria akashicaΒ»; la Β«luccicanzaΒ» come capacitΓ  sovrannaturale di inserirsi in questo flusso al di fuori del tempo e dello spazio; una concezione degli Stati Uniti d’America alla stregua di un’unico, enorme cimitero indiano (e non solo).

β€œOltre il Reale”: per una Metafisica del Fantastico

Quella della narrazione nasce come pratica profondamente sacra: nel raccontar-si e nel raccontare il mondo, l’uomo lo ricrea e lo rifonda continuamente, poichΓ© Β«non vive piΓΉ in un universo soltanto fisico, ma in un universo simbolico. Il linguaggio, il mito, l’arte e la religione fanno parte di questo universo, sono i fili che costituiscono il tessuto simbolico, l’aggrovigliata trama dell’umana esperienzaΒ». La narrazione diventa cosΓ¬ ben presto la chiave per le innumerevoli porte del Mistero, per un relazionarsi tra dimensioni diverse eppure autenticamente reali.

“Il Viaggiatore di Agartha”: il realismo magico di Abel Posse

Nel romanzo iniziatico dello scrittore e diplomatico argentino, pubblicato trent’anni fa e ambientato durante le ultime battute della Seconda Guerra Mondiale, convolano a nozze il Β«realismo magicoΒ» di Pauwels e Bergier, le dottrine esoteriche della Scuola Teosofica di fine Ottocento β€” che poi influenzarono le societΓ  segrete mitteleuropee Thule e Vril β€” e la leggenda orientale del regno sotterraneo degli Immortali. Sullo sfondo, un’Europa ormai allo stremo e un Tibet che da lΓ¬ a pochi anni avrebbe conosciuto la tragedia indelebile dell’invasione cinese.

Il Fantastico e il naufragio della realtΓ : “Sguardi sull’Ignoto. Decamerone del Mistero” per il 2020

È appena uscita “Sguardi sull’Ignoto”, antologia di letteratura fantastica edita da Bietti e curata da Andrea Scarabelli e Dalmazio Frau. La raccolta – che comprende anche un racconto scritto da noi (“Tumpek Wayang”) – Γ¨ stata lanciata qualche giorno fa in versione ebook ed Γ¨ scaricabile gratuitamente a questo indirizzo: http://www.bietti.it/attivita/ioleggodacasa/. Per chi fosse interessato a una versione in pdf stampabile, Γ¨ possibile richiederla all’indirizzo: antares@edizionibietti.com. Per gentile concessione dell’Editore, pubblichiamo qui l’introduzione di Scarabelli.

La peste e i simulacra del controllo sociale nel “De Rerum Natura” di Lucrezio

Nel “De Rerum Natura”, scritto durante l’era repubblicana e riscoperto solo nel Quattrocento, Lucrezio mette in scena la descrizione della peste di Atene del 430 a.C.: il quadro Γ¨ deliberatamente desolante e porta i tratti mitici dell’indefinitezza spazio-temporale che caratterizza le epoche crepuscolari. Caduti definitivamente i soggetti e gli orizzonti spazio-temporali, ciΓ² che rimane Γ¨ un tetro quadro di morte dalle forme spettacolari e macabre, che nondimeno l’autore sfrutta per veicolare una critica etica, facendo uso di un lessico solennemente ricco d’arcaismi, capace di sondare luoghi inesplorati dell’animo umano e della parola stessa.

Cronache della Fine: dal “Terrore” di Machen al “Colore” di Lovecraft

In occasione dell’83esimo anniversario dalla morte di H.P. Lovecraft, avvenuta il 15 marzo 1937, e visto il periodo di stasi che stiamo vivendo, quale migliore occasione per rileggere uno dei suoi racconti piΓΉ terrificanti, “Il Colore venuto dallo Spazio”, mettendone in luce i parallelismi con un altro romanzo apocalittico uscito piΓΉ di un secolo fa che ad oggi pare cosΓ¬ profetico, “Il Terrore” di Arthur Machen?

William Blake: visioni sacre e “Lucid Dreaming”

Le proverbiali visioni di Blake, oltre ad aver indirizzato la sua vita religiosa, hanno anche influenzato l’intera sua opera artistica; Alexander Gilchrist, suo biografo ufficiale, le ha messe in relazione con i cosiddetti “sogni lucidi”, vale a dire con la capacitΓ  di un soggetto, durante l’attivitΓ  onirica, di mantenere una luciditΓ  cosciente, permettendo all’ego manifesto all’interno del sogno di comprendere consciamente l’esperienza emergente dal subconscio.

Il Terrore e l’Estasi: “La collina dei sogni” di Arthur Machen

Il 3 marzo del 1863 nacque Arthur Machen, uno dei piΓΉ grandi scrittori della letteratura del Fantastico della sua epoca nonchΓ©, insieme a W.B. Yeats, uno dei piΓΉ importanti alfieri del cosiddetto Β«Celtic RevivalΒ». Dopo aver giΓ  recensito sulle nostre pagine la sua opera prima, Β«The Great God PanΒ», ci occupiamo adesso del suo terzo romanzo, Β«The Hill of DreamsΒ» (1907), forse il suo capolavoro massimo in virtΓΉ dell’unione indissolubile, qui come non mai, tra i due aspetti dicotomici del Sacro nella tradizione gaelica: quello terrifico e quello estatico.

Coleridge e il caso della visione in sogno del “Kubla Khan”

Β Sulla visione in sogno di Samuel T. Coleridge e la composizione del “Kubla Khan”, poema lasciato incompiuto a causa dell’improvvisa visita della misteriosa Β«persona proveniente da PorlockΒ»: un caso letterario esemplificativo della natura Β«altraΒ» dell’ispirazione poetica su cui hanno scritto, tra gli altri, Jorge Luis Borges e Fernando Pessoa.

Sul “Randolph Carter” di H.P. Lovecraft: il Sogno, la Morte e il Sublime

Dentro “La dichiarazione di Randolph Carter”, racconto che darΓ  vita a un ciclo di storie dedicate al personaggio, si dipana quella rete di significati e concetti tanto cari a Howard Phillips Lovecraft, seppur lo stesso racconto sia lungo soltanto poche pagine.Β 

“Oltre il reale”

La dimensione del fantastico Γ¨ sempre esistita. Nell’antichitΓ , attraverso il ricorso a miti, saghe, leggende e cosmogonie, gli esseri umani hanno plasmato le proprie convinzioni e motivato le loro azioni. Oggi il fantastico continua a permeare la vita e l’inconscio collettivo dell’uomo, esprimendosi con mezzi certamente diversi ma sempre capaci di magnetizzare le nostre bussole interiori. Lovecraft, Machen, Meyrink, Smith e Tolkien sono cinque autori paradigmatici di questo genere, finalmente presentati in tutta la loro dignitΓ  letteraria e filosofica nel nuovo saggio edito da GOG edizioni.

L’essere umano come molteplicitΓ : maschera, “doppelgΓ€nger” e marionetta

Da quando l’uomo moderno si Γ¨ drammaticamente reso conto che l’unitΓ  dell’essere umano Γ¨ un’illusione alcune delle menti piΓΉ elevate del suo consorzio hanno cercato — in un gioco perturbante di maschere, specchi e bambole — di capire come integrare le proprie infinite personalitΓ  e superare il nichilismo esistenziale che tali maschere potenzialmente prospettano: da “L’uomo della sabbia” di E.T.A. Hoffmann e “William Wilson” di E.A. Poe a “Il lupo della steppa” di Hermann Hesse; dal cinema contemporaneo di Roman Polanski e David Lynch fino alla Β«metafisica della marionettaΒ» di Thomas Ligotti e all’Β«orrore cosmicoΒ» di H.P. Lovecraft.