Categoria: Esoterismo (pagina 10)
Il simbolismo dei due solstizi, da Giano bifronte ai due Giovanni
L’antico culto solstiziale, incentrato sulla figura di Giano bifronte, intorno all’850 venne «cristianizzato» e inserito nella liturgia con i nomi dei due Giovanni: S. Giovanni Evangelista il 27 dicembre, al solstizio d’Inverno e S. Giovanni Battista il 24 giugno, al solstizio d’Estate. D’altro canto, la dottrina iniziatica aveva riconosciuto nel simbolismo attribuito ai Santi una coincidenza di immagini con la divinità pagana, che andava oltre il dato semplicemente occasionale.
“When the stars will be right”: H.P. Lovecraft tra profezia e Apocalisse
In racconti come “Il richiamo di Cthulhu” (1926) e “Nyarlathotep” (1920) Howard Phillips Lovecraft previde la crisi della civiltà occidentale a cui stiamo assistendo oggi, a un secolo di distanza: da questo punto di vista sono da inquadrare la sterminata sequela di orrendi casi di cronaca nera, spia di un mondo in preda a un’angoscia insanabile e pervasiva, in cui le stagioni hanno alterato il loro ciclo naturale e in cui guerre e rivoluzioni si susseguono continuamente, gettando l’umanità in una situazione di crisi apparentemente irreversibile, destinata a sfociare, «quando le stelle saranno ritornate alla posizione giusta», in una «Nuova Età Oscura».
William Butler Yeats, navigatore della Grande Memoria
Risalendo in direzione contraria la corrente, W.B. Yeats si fece bardo in un’epoca che aveva bandito ogni carme, dimenticato Arcadia, negato e ridicolizzato la conoscenza degli antichi Druidi. L’intera sua opera — e prima ancora l’intera sua esistenza — fu consacrata a una Visione, fondata sulla cosiddetta «Grande Memoria», una sorta di Anima Mundi dei neoplatonici, «serbatoio d’anime e d’immagini e punto d’incontro tra i vivi e i morti», cui il Veggente deve accedere per colmare l’irrimediabile distanza tra l’ideale e il reale, tra il divino e l’umano.
Civiltà del mondo sotterraneo nella narrativa fantascientifica
Il topos delle civiltà sotterranee sembra ricorrente nella storia del pensiero umano, che si tratti di mito, folklore, conoscenze esoteriche, realtà alternativa o “semplice” fantascienza, al punto che talvolta si ha difficoltà a etichettare le varie versioni del topos in una categoria piuttosto che nell’altra. In questa sede ci occuperemo delle variazioni del topos nella letteratura fantascientifica tra XIX e XX secolo.
Mircea Eliade: «Pauwels, Bergier e il Pianeta dei maghi»
Dedicata a scienza e mistero, passato e futuro, archeologia e fantascienza, “Planète” fu una rivista poliedrica, edita da Louis Pauwels e Jacques Bergier, già autori del libro-culto del «realismo fantastico» “Il mattino dei maghi”, che attirò anche l’attenzione di Mircea Eliade, il quale ne parlò nella sua opera “Occultismo, stregoneria e mode culturali”, pubblicata nel 1976.
“Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo”: il simbolismo tardo-gotico di Dürer
La celebre incisione di Albrecht Dürer rappresenta l’epifania dell’uomo gettato heideggerianamente nel mondo, il cui destino è quello, umanisticamente, di essere «faber fortunae suae», indipendentemente da qualsiasi ostacolo, compreso quello, apparentemente invalicabile, del male, ossia il diavolo, e del tempo, ovvero della decadenza e della morte.
“La fisica degli angeli”: dialogo tra un biologo visionario e un teologo ribelle
Può la fisica moderna dialogare con la tradizione teologica e mistica per fare luce sull’antica questione degli angeli? È questo l’interrogativo su cui si fonda “La fisica degli angeli”, testo-dialogo tra il teologo ribelle Matthew Fox, e il biologo Rupert Sheldrake, noto per la teoria della risonanza morfica, incentrato sull’analisi di alcuni dei testi più illuminanti di tre mistici cristiani: Dionigi Aeropagita, san Tommaso d’Aquino e Ildegarda di Bingen.
L’impero interno: note occulte sul cinema di David Lynch
Torturatore dell’inconscio e degli anfratti oscuri dell’individuo e della realtà, David Lynch ha saputo dare vita negli anni a un suo personalissimo modo di fare cinema, pieno di segreti, lati nascosti, altissime e vastissime conoscenze, dalla psicanalisi alle dottrine orientali.
La leggenda della città sommersa di Ys, l’Atlantide bretone
Il racconto mitico che descrive come la città perduta di Ys fu inghiottita dai flutti dell’oceano deriva molto probabilmente da eventi storici realmente accaduti intorno al V secolo d.C., ma, come sostiene per esempio Massimo Centini, l’enfatizzazione in chiave moralistica di un evento naturale di proporzioni limitate potrebbe lasciar trasparire il tentativo, da parte degli invasori cristiani, di colpire la precedente religione druidica e la sua classe sacerdotale, soprattutto quella femminile.
Il Mythos e il Logos: la sapienza greca nei miti platonici
Conoscere se stessi e il mondo delle idee tramite il mito, o, in altri termini, giungere al Logos tramite il Mythos: questa l’idea principale che regge la sapienza greca, come ha divinamente illustrato Platone nelle sue opere. Il mito della caverna, il mito di Er, quello dell’auriga e di Eros ci illustrano che in quella che noi chiamiamo “realtà” nulla è certo, tutto è in continuo movimento: la verità si trova al di fuori del fuoco, al di fuori della caverna e della mente stessa, dunque nel mondo delle idee, che Platone chiama “iperuranio”; ovvero, “al di là del cielo”.
Folklore ofidico: il “Serpente Arcobaleno”, i Naga e la fata Melusina
Antenati mitici, eroi culturali, entità feriche del mondo sottile e spose sovrannaturali: il topos delle entità mitiche ofidico-antropomorfe è diffuso largamente in tutto il mondo, e interessa sia la tradizione europea (riguardo alla quale ci concentreremo soprattutto sulla tradizione medievale della Fata Melusina), sia tradizioni extra-europee come quella indiana dei Naga, «popolo serpente» dimorante nel mondo sotto al nostro, quella degli Hopi e quella degli aborigeni australiani.
Dal Kelpie al “Serpente Cornuto”: i mostri lacustri nel folklore scozzese e amerindio
Nel mondo contemporaneo i cosiddetti «mostri lacustri», tra i quali quello di Loch Ness in Scozia è sicuramente il più famoso, sono materia di studio della disciplina pseudo-scientifica denominata criptozoologia; ma in passato era l’ambito del mito e del folklore a interessarsi di tali creature, sia nell’antica Europa dove le leggende sui kelpie ed entità simili sono diffusissime, sia nell’America dei nativi, che Michel Meurger definisce a ragion veduta «l’Eldorado dei mostri acquatici».
Folli, sciamani, folletti: la liminalità, l’alterità e l’inversione rituale
La collocazione periferica del Folle/Buffone/Giullare di epoca medievale lo lega, oltre che allo Sciamano arcaico, ad altri personaggi liminali del mito e del folklore, come l’Uomo Selvatico, Arlecchino, il Genio Cucullato e più in generale a tutta quella categoria di entità feriche connessi da una parte ai demoni della vegetazione e dall’altra all’ambito funzionale del sogno e della morte. Con riguardo al rito, il Folle è da vedersi connesso alla cosiddetta «inversione rituale» che veniva messa in atto durante i Saturnalia romani e durante tutti quei rituali deambulatorî collettivi del tipo dei Charivari da cui nacquero, nel Medioevo, le «Feste dei Folli» e il moderno Carnevale.





















